I pugnetti chiusi di chi aveva tanti compagni chiamati Benito

Egrego dottor Lussana, ho letto il testo integrale del monologo di Cladio Bisio, da voi pubblicato il 21 maggio e vorrei tornare sull’argomento che ha suscitato grande interesse fra i lettori de il Giornale. Debbo confessarle francamente che la poesia di Bisio non mi ha commosso affatto perché, forse reso un po’ cinico dall’età, più che una filastrocca dedicata ai bambini mi è parsa una riesumazione di vecchi slogan cari alla Sinistra, abilmente mascherati da un candore molto sospetto...!
Il puerile (credo che l’aggettivo sia pertinente...) tentativo di etichettare politicamente gli ignari pargoli mi fa pensare a quei genitori che affibbiano ai figli il nome del potente di turno o dell’ideologo del quale si professano seguaci; ricordo che ai miei tempi, fra i Bisio dell’epoca, andava molto il nome Benito...! Se volessi strumentalizzare anch’io i bambini direi, anche se mi manca la genialità di Bisio, che se i bambini sono di sinistra per via dei pugnetti chiusi in segno di protesta, sono di destra quelli che tengono le manine aperte per far vedere che non hanno rubato e che le hanno «pulite». Se poi volessimo scadere nella polemica, potrei aggiungere all’elenco di Bisio altre peculiarità che connotano «di sinistra» i bambini: non appena sono in grado di farlo, ad esempio, arraffano tutto quello che vedono... e ancora: imparano subito, probabilmente prendendo esempio dai grandi, a dire le bugie...!
Debbo ammettere, però, che un brano del monologo mi ha colpito in modo particolare, laddove si afferma che quando il padre dice «vedi, quello è un africano», (i bambini) «lo guardano come si guarda una notizia senza significato»; ecco, questo «guardare» la notizia, con o senza significato non importa, pone un drammatico interrogativo: sarà il padre, la notizia senza significato che il bambino guarda, o sarà l’africano? In quest’ultimo caso, si potrebbe ipotizzare una sottile vena di indifferenza razzista... forse fra i suoi bambini Bisio ne ha incluso uno di destra...!
Ma lasciamo che i bambini crescano e comincino a ragionare... vorrei soffermarmi un attimo sulla pressoché unanime levata di scudi in difesa del comico. Non ricordo di aver sentito o letto proteste così appassionate levarsi a stigmatizzare l’ostracismo cui da anni sia Rai che Mediaset hanno decretato nei confronti di un altro comico, bravo quanto Bisio (per me lo è di più, ma è una opinione del tutto personale...) e che pur appartenendo alla stessa area politica di Bisio non si limita a scrivere timidamente che «D’Alema è permaloso», ma tira pazzeschi fendenti a destra ed a manca, senza timori reverenziali, pagando la sua libertà anche in termini economici, mentre al Capocomico di Zelig pensa il bersagliato Berlusconi a riempire il capace borsello...! Di nome fa Beppe, il cognome lo indovini Lei, dottor Lussana.
Cordialmente
P.S. Ritengo giusto, specialmente quando si stima una persona, esporle francamente le proprie idee, anche quando, come in questo caso, sono contrastanti...!

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