I ragazzi di Fi e An fanno festa ma che fatica cambiare identità

In «Azione giovani» crea un putiferio la sparizione del simbolo dai manifesti. La Meloni e Pasquali smentiscono attriti: «Andiamo avanti»

da Roma

I vecchi (si fa per dire) decidono, i giovani si adeguino. I vecchi lanciano il Pdl, i giovani seguano l’esempio. Così è, anche se non vi pare. D’altronde, la strada è già indicata. I ragazzi di Forza Italia, insieme ai coetanei di Alleanza nazionale. Passo dopo passo, sempre più intrecciati. Finirà così, ma qualcuno - avverte il maligno di turno -, fiero magari della propria identità, storcerà un po’ il naso. Chissà. Intanto, però, i diretti interessati, le nuove leve, assicurano la comunione d’intenti. E smentiscono attriti generazionali, imposizioni dall’alto.
«Braccio di ferro con Silvio Berlusconi su Atreju? Ma non scherziamo, non c’è nulla di vero», sbotta Giorgia Meloni, leader di Azione giovani. Intenta, da settimane, ad organizzare la IX edizione della tradizionale festa del movimento, in programma dal 10 al 14 settembre, a due passi dal Colosseo. «Non ho litigato con il presidente del Consiglio, figuriamoci, e lui non mi ha mai chiesto di trasformarla in kermesse del Pdl - aggiunge il ministro della Gioventù -. E poi, la nostra è sempre stata una festa di parte, ma non di partito».
Ok, se ne prende atto. Pur se a farne le spese, quest’anno, è per la prima volta proprio il simbolo di «Ag», che non figura sui manifesti affissi lungo le vie della Capitale: al suo posto, uno slogan in basso, «giovani in azione». Una scelta inevitabile, visto il percorso intrapreso. Ma c’è dell’altro. E si vocifera che qualcuno, dentro casa, cioè a via della Scrofa, abbia pensato di spostare la manifestazione a Milano. Un «tentato scippo», raccontano, alla fine fallito. Ma questa, forse, è un’altra storia.
Tornando ad Atreju ’08, Meloni spiega: «Abbiamo tentato di allargare il più possibile il nostro raggio d’azione, coinvolgendo maggiormente i ragazzi di Forza Italia». Che saranno numerosi, sia giovedì 11, quando salirà sul palco il Cavaliere, sia sabato 13, quando toccherà al presidente della Camera, Gianfranco Fini. E perché no, saranno al parco del Celio anche venerdì, per il dibattito tra il titolare della Difesa, Ignazio La Russa, e il ministro degli Esteri nel governo ombra, Piero Fassino.
«Non abbiamo subito alcun input dall’alto», sottolinea dal canto suo Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia, che aggiunge: «Tra noi c’è serenità e guardiamo con disinvoltura al processo unitario», rappresentando un «valore aggiunto». E poi, «se qualcuno la penserà diversamente», ostacolando il percorso comune, «rischierà di essere escluso».
Avanti tutta, dunque. E ad ottobre, saranno i giovani azzurri a ricambiare la cortesia, invitando i colleghi di «Ag» a Sorrento, per la loro manifestazione, il cui titolo provvisorio è, guarda caso, «Un governo per i giovani». Ma il vero mescolamento, tranne sorprese, partirà a dicembre, grazie ad un incontro nazionale, unitario, in via di definizione. A ridosso dei congressi veri e propri, dove i vecchi - stavolta toccherà a loro - avranno i loro bei grattacapi.