I ragazzi di Nairobi raccontano l’amore buono ai tempi dell’Aids

Fabrizio Graffione

«L'amore buono una ballata ai tempi dell'aids» di Marco Baliani e dei ragazzi di Nairobi è lo spettacolo che, grazie alla fondazione Edoardo Garrone, si tiene domani al teatro dell'Archivolto di Genova. L'appuntamento è alle 21.
La scena è curata dal Teatro delle Briciole di Parma, con la collaborazione di Amref Italia e i protagonisti sono i giovani nigeriani del progetto «Children in need» con il contributo di Paolo Fresu. Il tour italiano, dopo il debutto a Roma e la tappa di Alcamo, giunge nel palazzo di piazza Modena e segue il grande successo del Pinocchio Nero. Con un linguaggio pieno di gioco e ironia, lo spettacolo coinvolge per la prima volta un gruppo misto di ragazzi e ragazze di colore e affronta il tema dell'aids, della prevenzione, dell'uso dei preservativi, ma anche della violenza sessuale e della discriminazione delle donne e dei sieropositivi, attraverso un'originale unione di clownerie, danze, cori e canzoni hip hop, scritte e cantate dagli attori africani.
I fondi raccolti con L'amore buono e la vendita delle fotografie in mostra andranno a sostenere progetti per l'infanzia di Amref. In occasione dell'arrivo nel capoluogo ligure dello spettacolo, oggi alle 18 nel foyer del teatro Archivolto viene inaugurata la mostra fotografica «Nairobi alive». I circa ottanta scatti sono il frutto di un reportage realizzato nella capitale africana nello scorso ottobre da Anna Maria Guglielmino e Gregorio Adezati come inviati di Muse Italia. Le fotografie esposte vogliono testimoniare, pure con il limite di una visita relativamente breve, la situazione dei bambini e dei ragazzi di strada di mairobi e il lavoro, soprattutto quello didattico e artistico, che Amref porta avanti in una situazione di drammatico disagio sociale. Il costo dei biglietti è 15 euro per quello unico, 10 euro per quello ridotto. Si possono acquistare anche attraverso il sito www.archivolto.it e telefonando al numero 010 412135.
«All'inizio doveva essere uno spettacolo sull'aids, sull'uso del preservativo, un teatro combattente - dice Baliani - da fare girare soprattutto di fronte a spettatori giovani come loro, per raccontare che l'aids non è una maledizione divina, che la soluzione non è quella di astenersi, come ipocritamente suggeriscono le varie chiese, che fare l'amore non è una colpa, che una malattia si può anche sconfiggere, prevenire e curare, che basta per debellarla un affare di lattice da infilare al posto giusto. Tutto questo è rimasto, è ancora presente, ma non è più al centro dello spettacolo. Fino dai primi incontri ho intuito che al primo posto doveva entrare il loro vissuto, le loro storie, crude, violente, a volte dolcissime, sempre spietate perchè vere, quello che davvero accade ogni giorno fra ragazzi e ragazze nelle strade di Nairobi, il loro amore difficile, il loro amarsi spaventato». Nati e cresciuti nel sobborgo di Dagoretti, dove funziona il Children in need project, i giovani sono stati chiamati a partecipare a tutte le fasi della costruzione di uno spettacolo, dall'individuazione dei temi, alla scrittura dei testi delle canzoni e della sceneggiatura, alla recitazione. Restituendo un ruolo da protagonisti ai giovani delle baraccopoli, una delle categorie sociali drammaticamente esposte al contagio, Amref ha dato voce alle contraddizioni e alla voglia di riscatto di un'intera comunità, fornendo un quadro realistico del contesto in cui si è chiamati a intervenire.