«I randagi? Meglio ammazzati che nei canili»

Lo dice da animalista convinta. Ma lo dice: «I canili non sono la soluzione al randagismo. Sono solo uno strumento di speculazione che qualcuno usa per raggranellare i fondi. Piuttosto meglio abbattere i cani. Se nessuno li adotta, dopo un certo periodo che non spetta certo a me definire, meglio sopprimerli». Angiola Tremonti, capogruppo della Lista Tremonti a Cantù e sorella del ministro Giulio, ha una cagnolina in auto mentre rientra da Cortina.
«Ho smesso di sciare in anticipo per lei - spiega - e quando l’hanno operata ho dormito con lei sul pavimento. Ma i cani vanno curati, seguiti, vaccinati. Non vanno lasciati in un canile per far arricchire chi specula sulla loro pelle. Meglio ucciderli allora».
L’idea le è venuta dopo aver chiesto al Comune il rendiconto del canile di Mariano Comense. Ha dovuto aspettare tre settimane, dice, e alla fine le hanno consegnato i dati. «Irrisori - secondo lei -, tre dati in croce. Ma poi ho fatto una scoperta agghiacciante. Ho scoperto che al canile vengono riservati più soldi di quanti non ne vengano versati alla protezione civile. Le sembra normale? In un periodo come questo in cui ci sono canturini che non hanno neanche i soldi per mangiare?».
Così la Tremonti ha trovato la sua soluzione che ha fatto inorridire volontari, animalisti e tutti quelli che hanno un cane in casa. «Guardi che lo dice anche un grande veterinario, il dottor Troi, il canile fa male ai cani».
Angelo Troi, segretario generale del sindacato dei veterinari liberi professionisti spiega: «Io sono contro l’abbattimento dei cani, sia chiaro. Ma dico anche che il canile non è la soluzione. I cani soffrono al canile. Io sono per la soluzione all’europea». Che non è ucciderli tutti, ma mettere a tutti un microchip in maniera che ogni cane torni al proprietario quando viene abbandonato.
Il randagismo è una piaga - insiste la Tremonti -. Guardi Striscia la notizia. Non vede che non li fanno mai entrare nei canili? Perché i cani lì non sono felici. E chi li custodisce pensa solo ai propri di interessi».
Gli amici del randagio, ovviamente, se la sono presa. «Non ho davvero parole - ha dichiarato il presidente Marco Folloni -. Non può certo essere la signora Tremonti a decidere della vita e della morte di un essere vivente: la sua è un’idea paranazista».
Ma lei non fa una piega: «Lo so anch’io che nessuno ha diritto di decidere della vita e della morte di nessuno. Ma appunto per questo tutti devono avere gli stessi diritti. Allora se muoiono le formiche, le mosche, i topolini, che io adoro, non capisco perché non si possono sopprimere i cani. È inutilie scandalizzarsi».
E poi, precisa la Tremonti: «Io ho detto che bisogna lasciare un periodo perché vengano adottati. Ma se non li adottano... Inutile spendere i soldi dei cittadini per loro».