«I rapinatori si tradiranno nel piazzare la droga»

Gli inquirenti in attesa di un passo falso

Ci vorranno forse mesi di indagini, con pedinamenti e intercettazioni dei principali trafficanti, per identificare i banditi che, spacciandosi per carabinieri, hanno trafugato 100 chili di cocaina dal dipartimento di tossicologia forense all’interno dell’istituto di medicina legale di via Mangiagalli 37. I carabinieri infatti hanno poca fiducia che gli identikit forniti dalle vittime, gli indizi raccolti e la ricerca della «talpa» interna possano portare risultati utili in tempi brevi. Mentre sperano in un loro passo falso quando tenteranno di piazzare la sostanza. Un quintale non si smercia certo in strada a colpi di bustine.
Dopo il colpo, portato a termine l’altro giorno con grande freddezza e professionalità, gli investigatori hanno avviato le consuete procedure. Come sentire i sei dipendenti presi in ostaggio dai banditi, per altro senza usare armi, che però hanno fornito descrizioni piuttosto vaghe. I malviventi inoltre non indossavano i guanti, ma quando dovevano toccare qualcosa allungavano le maniche della camicia, oppure facevano maneggiare gli scatoloni alle stesse vittime.
Nel portare a termine il colpo, il commando ha dimostrato di essere perfettamente a conoscenza che il bunker di tossicologia conteneva una montagna di droga. Ma anche il percorso da seguire e soprattutto il fatto che non c’erano guardie armate e impianti di videoregistrazione. Ma quando i carabinieri hanno iniziato a mettere in fila i nomi di quanti fossero a conoscenza di tutti questi dettagli, si sono trovati con un elenco infinito.
A questo punto gli investigatori dell’anti-rapina sono stati affiancati dai colleghi della narcotici a cui spetterà il monitoraggio dell’ambiente dei trafficanti. Un quintale di droga sul mercato vale dai 10 milioni di euro in su, in base al grado di purezza. Una cifra che non si reperisce su due piedi. E questo è un ambiente dove non ci si fida della parola, anzi il motto è: ecco la cocaina, fuori i contanti. Pertanto sono spesso necessari mesi e mesi di trattativa, durante i quali qualcosa arriva inevitabilmente alle orecchie dei carabinieri. Peggio poi se i banditi tentassero di vendere la partita in piccole quantità: verrebbero coinvolti decine di possibili acquirenti, aumentando la possibilità di una fuga di notizie. Insomma adesso è iniziata la solita partita a scacchi tra «guardie e ladri» dove perde il primo che farà una mossa falsa.