I rapinatori sparano: morti due banditi, feriti due carabinieri

Far west a Sergnano, in provincia di Cremona stamani alle 5,50: le vittime sono un marocchino e un kossovaro. Arrestati un turco e un albanese, tutti calndestini. Erano in 4 su una Bmw, inseguiti dopo aver rapinato due ragazzi davanti a una discoteca di Treviglio. I militari non sono gravi

Cremona - Due rapinatori uccisi e due arrestati dai militari di una pattuglia dei carabinieri di Treviglio che, a loro volta, sono rimasti feriti nella sparatoria in modo non grave. Era una banda di disperati, extracomunitari irregolari di quattro diverse nazionalità, quella che questa mattina all'alba ha cominciato la sua scorribanda da Treviglio, nella bassa bergamasca. I quattro (un turco, un albanese, un kosovaro e un marocchino), a bordo di una Bmw grigia, rapinano all'alba due ragazzi che, usciti da una discoteca, stanno salendo su una Ford Ka. Minacciandoli con un'arma i quattro si fanno consegnare il denaro e i telefonini.

Poi fuggono, ma le vittime fanno in tempo ad annotare il colore e la targa della Bmw e a riferirla ai carabinieri che, intuita la pericolosità di quei quattro disperati che girano armati, si mettono a caccia della banda. E poco dopo, a 17 chilometri di distanza, ormai in provincia di Cremona, dopo Caravaggio e Mozzanica lungo la provinciale 59 avvistano l'auto a Sergnano. I due carabinieri sanno che hanno a che fare con gente armata e pericolosa e prendono le loro precauzioni. Armi in pugno intimano l'alt e gli extracomunitari scendono disponendosi, con le mani sul tetto, attorno alla Bmw.

Uno di loro - racconta dal suo letto d'ospedale il maresciallo Francesco Ferro - improvvisamente apre il cofano ed estrae una pistola con la quale spara subito all'indirizzo dei carabinieri che rimangono entrambi feriti, anche se in modo non grave. Tanto che hanno la possibilità di rispondere al fuoco uccidendo due dei banditi - il marocchino e il kossovaro - e di tenere sotto controllo gli altri due fino all'arrivo dei soccorsi.

Presi con l'aiuto di due cacciatori C'é stata la partecipazione significativa di due cacciatori armati alla cattura dei due banditi in fuga dopo la sparatoria . Lo ha spiegato il procuratore di Crema, Benito Melchionna. "Dopo la sparatoria l'albanese e il kosovaro hanno tentato la fuga - ha detto il magistrato -, ma hanno trovato lungo il loro percorso, all'incrocio tra il bivio per Sergnano e la ex statale 591, Bergamo-Piacenza, un'auto di cacciatori armati di fucili che hanno sbarrato loro la strada. A questo punto si sono arresi e i carabinieri hanno potuto ammanettarli". Il procuratore ha precisato che i due carabinieri verranno indagati per omicidio, "ma è un atto d'ufficio, puramente dovuto". I due militari sono il maresciallo Francesco Ferro e l'appuntato Pasquale Busto.

La sparatoria è avvenuta alle 5,25 dopo la rapina compiuta alle 5 di fronte alla discoteca 'Prima Stella' di Treviglio (Bergamo). Secondo la ricostruzione, dopo avere esploso i due colpi che hanno raggiunto i carabinieri, la pistola calibro 7,65 impugnata dall'albanese si è inceppata. Il maresciallo e l'appuntato hanno perciò avuto modo di estrarre a loro volta le pistole d'ordinanza e di sparare ai due rapinatori, colpendoli a morte da una distanza di due metri. I carabinieri feriti prestano servizio nel nucleo radiomobile di Treviglio. Il primo è stato trapassato all'emitorace dal proiettile esploso dalla pistola di uno dei due albanesi, poi ucciso dai carabinieri. L'altro colpo ha ferito di striscio l'appuntato. Ferro è ricoverato nel reparto di chirurgia dell'ospedale maggiore di Crema, mentre Busto è ricoverato a Treviglio. Entrambi non sono in gravi condizioni. "E' stato come ricevere un calcio nella pancia", ha raccontato il maresciallo Ferro dal letto d'ospedale dove si trova.

Calderoli: "Carabinieri indagati? Atto contro il buon senso" Il fatto che i due carabinieri che questa mattina sono rimasti feriti in una sparatoria in cui hanno ucciso due rapinatori saranno indagati per omicidio è "un atto contro il buon senso" secondo il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. Anzi, secondo l'esponente leghista è "il colmo dei colmi". "Questo Paese - osserva Calderoli - va chiuso e rifondato sulle basi del buon senso. I sindaci che difendono i loro cittadini dalla criminalità vengono indagati o si minaccia lo scioglimento dei loro consigli comunali e, colmo dei colmi, i carabinieri che intervengono per fermare quattro rapinatori e vengono loro stessi colpiti, e feriti seriamente, vengono indagati". "Ma quale atto dovuto? Questo - ha aggiunto - è un atto contro il buon senso e conferma che non c'é più nulla da salvare in questo Paese, che ora va rifondato".