I redditi pubblicati non aiutano Romney, Gingrich vola nei sondaggi

Mitt Romney vince il primo dibattito tv in Florida ma passa una delle peggiori giornate da quando è candidato. Dopo aver pubblicato i dati sui suoi redditi ora fa la figura del privilegiato<strong id="tinymce" class="mceContentBody " dir="ltr"></strong>

Mitt Romney rema al contrario: vince il primo dibattito televisivo in Florida e però passa una delle peggiori giornate da quando è candidato alla nomination repubblicana. L’ex governatore del Massachusetts ha pubblicato ieri sul web i suoi redditi: l’operazione trasparenza rischia di essere una fregatura. Perché nel 2010 Romney ha pagato 3 milioni di dollari di tasse, ovvero il 13,9% di un reddito lordo di 21,6 milioni di dollari, mentre nel 2011 ha versato un’aliquota del 15,4% su un reddito lordo di 20,9 milioni. Tutto perché la gran parte dei suoi denari vengono dai capital gain e quindi sono soggetti a una tassazione favorevole.

Ma ora i motivi non contano: conta soltanto il messaggio e lui adesso fa la figura del privilegiato. Così per tutti i numeri confermano quello che i giornali e i siti internet avevano raccontato la settimana scorsa: ovvero che il candidato più moderato tra i repubblicani vive da ricco in un regime fiscale che gli altri americani (anche quelli molto meno ricchi di lui) sognano. Siccome il momento è quello che è, Mitt ha incassato anche un’altra botta: quella che gli ha tirato l’Huffington Post che ieri ha titolato «Mitt, the Swiss» un articolo nel quale si ipotizza che Romney abbia un conto segreto in Svizzera, oltre a quello del quale già si parla da una settimana alle Cayman.

È dura per l’ex governatore del Massachusetts. È dura perché tutti, ieri, hanno raccontato di come abbia steso metaforicamente Newt Gingrich nel dibattito tv, ma allo stesso tempo si sono concentrati sui suoi guai. Risultato: il Wall Street Journal, che pure tempo fa non aveva nascosto le sue antipatie per Gingrich, ieri ha cominciato l’inversione di marcia. «Sappiamo che a molti repubblicani il suo riemergere sta provocando attacchi di panico.

Molti di loro pensano che non abbia alcuna chance di vittoria contro Obama. Il nostro invito ora è a rilassarsi e far votare gli elettori». Non un endorsement, certo. Però una constatazione che il vento sta girando e che le possibilità dell’ex speaker della Camera cominciano a essere concrete: l’ultimo sondaggio in Florida vede Gingrich al 41 per cento e Romney al 32%. Nove punti di distanza. Abbastanza per dire l’ex front-runner repubblicano è in crisi. Una crisi vera.
twitter: @giudebellis