I referendari chiedono un incontro a Berlusconi e Veltroni

Guzzetta: "In 5 mesi, anche in 4, ce la si
può fare, basta che ci sia la volontà politica" ribadisce il leader del comitato referendario. Segni: "La soluzione è già sul tavolo e
non si può far finta di non vederla. Si dia quindi subito la parola ai cittadini per uscire dallo
stallo"

Roma - Il professor Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali, è intenzionato a chiedere a Berlusconi e a Veltroni di voler ricevere una delegazione del Comitato. 

"Prima referendum poi al voto" "In 5 mesi, anche in 4, ce la si può fare", basta che ci sia la volontà politica. A parlare è Giovanni Guzzetta, che ribadisce la necessità di fare il referendum e poi andare al voto. Il presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali commenta la proposta fatta dal vicepremier del governo dimissionario, Massimo D’Alema, che secondo indiscrezioni riportate dalla stampa avrebbe suggerito al Quirinale di indire la consultazione ad aprile: "È quello che diciamo da tempo. Si fissino pure le elezioni, ormai inevitabili perché si è rotto il patto con gli elettori. Ma si faccia prima il referendum".

Guzzetta assicura: "Il referendum si può fare il 20 aprile, la firma domenica utile e anche prima, ma con un decreto legge ad hoc come è già successo in casi precedenti. L’importante è che il referendum si faccia subito, il ogni caso le elezioni si possono tenere in primavera".

L'appello al Pd e al centrodestra Il professore si rivolge ai leader del Pd e del centrodetra: "Faccio un appello a Berlusconi e Veltroni, perchè limpidamente e senza ambiguità sostengano un governo che abbia come unico scopo quello di consentire lo svolgimento del referedum e immediatamente dopo le elezioni. Chiederò, a nome del Comitato, un incontro a questi due leader politici".

Segni: "Basta ricatti dei piccoli partiti" "Stop al ricatto dei piccoli partiti, stop a maggioranze instabili, sì ad un Governo scelto dai cittadini. Questa è la richiesta avanzata e sostenuta dai referendari e da più di 820 mila cittadini e certificata sia dalla Corte di Cassazione sia dalla Corte Costituzionale. Oggi più che mai ribadita a fronte della crisi, che coinvolge non solo il governo ma l’intero sistema politico italiano". Lo afferma una nota del referendario Mario Segni.

"La soluzione è già sul tavolo e non si può far finta di non vederla. Si dia quindi subito la parola ai cittadini per uscire dallo stallo e realizzare in Italia, con il voto referendario, una democrazia più semplice e diretta. L’appuntamento è per sabato 2 febbraio 2008 alle ore 11.30 in piazza Montecitorio, dove verranno mostrate, in modo simbolico, le 230 scatole con le 820.000 firme raccolte durante la campagna referendaria. All’iniziativa saranno presenti tutti i leader referendari".