I referendari scrivono a Napolitano: "Consultazione prima delle politiche"

"In caso di scioglimento anticipato delle Camere - si legge nella lettera - il nuovo parlamento verrebbe eletto mediante una legge
sub iudice per la legittima pendenza di un referendum che la riguarda. Inoltre verrebbe
frustrata la domanda di partecipazione civile dei cittadini"

Roma - I referendari, in una lettera aperta, chiedono al Capo dello Stato che eventuali elezioni anticipate siano precedute dal voto referendario. Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore dei referendum, insieme a Mario Segni e Natale D’Amico, chiedono al capo dello Stato "l’indizione del referendum in una delle prime date utili, considerata l’eventualità di uno scioglimento anticipato delle Camere". "In caso di scioglimento anticipato delle Camere e conseguente slittamento del referendum - si legge nella lettera - il nuovo parlamento verrebbe eletto mediante una legge politicamente sub iudice per la legittima pendenza di un referendum che la riguarda. Inoltre verrebbe frustrata la domanda di partecipazione civile dei cittadini e la sostanza del referendum, perché i cittadini non solo hanno chiesto di cambiare la legge elettorale, ma hanno chiesto di cambiarla prima del voto".