I regali dell’ultimo minuto per arredare bene il Natale

Tutte le idee più semplici a prezzi non eccessivi e facili da trasportare

Si dice sempre che in casa abbiamo tutto, ed in effetti quando apriamo armadi e cassetti, in qualsiasi locale siano essi collocati, troviamo un'infinità di oggetti, di uso quotidiano, saltuario o in parte del tutto dimenticati. Appartengono tutti alle stesse matrici, che sono quelle di un acquisto scomparso dalla nostra mente o di un regalo ricevuto, non importa da parte di chi. Ed il Natale è una di queste occasioni, del regalino a tutti i costi, dell'oggetto insolito o troppo solito, di quello pratico e di quello utile, di quello «su misura» come di quello dichiarato indispensabile. Fortunatamente i tempi contribuiscono a migliorare non poco questa situazione, e, forse perché il denaro scorre con meno velocità di un tempo, oggi la prima voce che comanda è «l'utilità». Questo non vuol dire che non si possano regalare un gatto di razza così speciale da pagarlo quindicimila dollari, né una confezione di una serie di champagne da centomila euro, cose effettivamente in commercio, ma certamente tanti e tanti di noi preferiscono regalare qualcosa che «serva» davvero a chi lo riceve, soprattutto se parliamo di oggetti che fanno riferimento all'abitare, ed ancor più se fatti proprio all'ultima ora. Così in questa pagina abbiamo raccolto una serie di idee in parte divertenti, in parte molto serie, in parte molto pratiche, che in fondo possono anche non essere regalate, vale a dire che possiamo comprarcele anche in un momento non natalizio, perché utili al nostro vivere di tutti i giorni e che non possediamo. Ricordiamoci che se ci mancano proprio le idee per un ultimo minuto, o ricorriamo alla moda «cinese» di quest'anno, per la quale l'acquisto del singolo oggetto si fissa all'incirca intorno ai cinque euro, o ricorriamo agli alimentari, sempre di successo nei secoli. Importante è che in ogni occasione rimanga vivo il senso del buon gusto, di quel qualcosa che va oltre al piacere del gesto, a significare il nostro modo di convivere giorni sì di grande confusione, ma in fondo sempre gradevoli, soprattutto se siamo consapevoli di ritrovarceli, anno dopo anno.
(hanno collaborato:
Albino Boffi
e Gabriella Kuruvilla)