I «Reperti primordiali» di Paolo Quinzi

Nuova mostra dell'artista-poeta milanese in un ufficio del centro di Milano.

Nuova mostra di Paolo Quinzi in un ufficio del centro di Milano. Continua l'attività di questo originale pittore e scultore che ama esporre presso uffici e abitazioni private "dove le opere sono esposte all'interno di spazi che potrebbero essere definitivi: un'opera d'arte per comunicarsi ha bisogno di essere accolta senza riserve, ha bisogno di una casa dove vivere insieme a chi vive, per poter sorprendere e distogliere dalla prigione della distrazione".
L'occasione è quella dell'inaugurazione dei nuovi uffici di Iperion Corporate Finance -a due passi dal cenacolo vinciano- dove l'attenzione all'impresa e all'arte sembrano incontrarsi. Dipinti di grandi dimensioni sul tema della coppia e sculture da tavolo quasi affascinanti reperti archeologici. Lunedi dalle ore 17 alle 19, via Aurelio Saffi 21. Con reading di poesie dello stesso Quinzi.
Nella mostra, che raccoglie quindici dipinti tra cui opere figurative e informali, anche una serie di sculture di medie dimensioni inrtitolate «Reperti primordiali».
Paolo Quinzi è la dimostrazione vivente del potere taumaturgico della pittura. Ex paesaggista ed ex ritrattista, durante un viaggio a Barcellona rimase letteralmente folgorato dalle guglie della Sagrada Familia, opera radicata nel nostro immaginario come architettura dell'irraggiungibile, dell'incompiuto e del sogno. Chi ha avuto l'opportunità di seguire l'evoluzione del lavoro di Quinzi sa che quella visione, per una misteriosa alchimia, ebbe un effetto deflagrante sul suo universo formale, come se dalle fantasmagoriche torri del "Tempio" (così lo definiva Gaudì), l'artista avesse assorbito tutta l'essenza metafisica. Altrimenti sarebbe difficile spiegare l'esplosione cromatica, la modulazione delle forme che danno vita a composizioni popolate da creature primarie, quasi archetipiche.
Nelle visioni di Quinzi, come quelle sulle «Soglie», mondo naturale e realtà artificiale si confondono in un ideale di perfezione dove il colore permea la scena e assume una dimensione tutta interiore e psicologica. La forma invece, sembra appena materializzarsi nello spazio sospeso, semplificandosi in intuizione pura: volume, spazio e luce.