I reperti raccontano la storia di Noli

(...) Senza che le fonti storiche ne abbiano dato risalto è infatti emerso un approdo di età romana, oltre a una necropoli a «incinerazione» con ricchi corredi (i più importanti saranno esposti in mostra, insieme alle ricostruzioni scenografiche delle tombe originali) e, proprio come in una favola, un gruzzolo di monete d'oro di età imperiale, nascoste sotto il pavimento da un nolese benestante e… lungimirante. «A Capo Noli sono state ritrovate delle strutture che fanno pensare a un punto d'approdo, non un vero e proprio porto ma un luogo di sosta e stoccaggio delle merci verso i porti maggiori» racconta la dottoressa Alessandra Frondoni, direttore coordinatore Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. «Questo inquadra l'attività commerciale di Noli in un raggio più ampio, tanto che c'era qualcuno che poteva permettersi un "forziere" con ben 13 monete d'oro, e ricchi corredi funerari come vetri orientali e bottiglie di origine, si pensa, siriana». E non si tratta di un tesoro di poco conto, infatti gli unici ritrovamenti di monete d'oro in Liguria si sono verificati a Luni e Ventimiglia, mai nei piccoli centri come era ed è Noli.
Forse, però, la sorpresa non è finita qui: «Soprattutto nell'area della chiesa di San Paragorio sono emersi reperti che fanno ipotizzare un grandissimo insediamento, un "vicus", risalente all'alto medioevo. Dal borgo a Capo Noli era tutto abitato, il che testimonia che Noli non era solo un piccolo villaggio di pescatori ma un centro urbano di una certa rilevanza» continua la Frondoni, che ha curato la mostra.
Una mostra che per gli archeologi e gli «addetti ai lavori» sarà sorprendente, ma non mancherà di affascinare anche turisti e curiosi: anfore, monete, coppe in ceramica, lucerne e balsamari in vetro, addirittura la ricostruzione di una tomba romana, di notevole effetto scenografico. Alla realizzazione dell'evento hanno contribuito la Regione Liguria, la Provincia di Savona e la Fondazione A.De Mari - Carisa che ha provveduto al sostegno finanziario.
È con molta soddisfazione che il Sindaco di Noli, Ambrogio Repetto, commenta il significato dei rinvenimenti archeologici: «La mostra rappresenta per tutti i nolesi un'occasione per riflettere sulla propria storia e sulle proprie tradizioni, ma rivela anche che la riviera ligure può stupire con novità culturali e aprire nuovi percorsi turistici».
Presso il Comune verrà allestito un plastico con la ricostruzione della fasi del villaggio medievale, mentre nel parcheggio che sarà costruito verranno lasciati visibili alcuni strati degli scavi. E finita la mostra, dove andranno i tesori? «Data la grande importanza storica e archeologica offerta dai rinvenimenti di Noli, l'evento potrà proseguire in un secondo momento con un'ulteriore esposizione a Genova - precisa la curatrice della mostra. - Non è escluso che vi si dedichi uno spazio, e in tal senso è stato individuata una possibilità nella chiesa sconsacrata dei Cavalieri di Malta a Noli». Per adesso, fino al 16 settembre, i tesori di Noli si possono visitare presso la sede della Fondazione Culturale S.Antonio, in Via Suor Letizia 27. L'inaugurazione si terrà domani alle ore 18.