I residenti dell’Appio Latino contro la nuova tangenziale

Sotto accusa una strada ad alto scorrimento prevista dal Comune tra la stazione Tuscolana e l’Ostiense Riproposto un progetto bocciato più volte e senza Via

Dal 1995 il Cotaf - il Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute e la riqualificazione urbanistica dell’area circostante il tratto sud orientale dell’anello ferroviario di Roma - si batte perché nella ristrutturazione della viabilità urbana nella zona fra l’autostrada A24, Appia Nuova e Cristoforo Colombo, non si realizzi una strada ad alto scorrimento tra la stazione Tuscolana e la stazione Ostiense. In parole semplici, i residenti del quartiere Appio Latino temono di vedersi costruire davanti alle proprie abitazioni un mostro di cemento a strati: al di sopra della linea ferroviaria già esistente sarebbe infatti prevista una strada ad alta percorrenza con sopra negozi ed attività commerciali.
Gli abitanti chiedono che innanzitutto sia realizzata una valutazione di impatto ambientale dell’opera, nonché una eventuale galleria profonda nella quale far transitare le vetture, realizzata con una «copertura leggera e discontinua».
Siamo ai margini del parco della Caffarella, parte del meraviglioso polmone verde che garantisce l’ossigeno alla trafficatissima Roma. La zona è già tagliata a metà dalla ferrovia (con quattro binari che servono la Roma-Pisa e la linea locale di trasporto metropolitano), una specie di «ferita aperta» - per citare il sindaco Walter Veltroni - nel cuore della città. Invece di prevedere un risanamento, magari una copertura (da adibire a verde pubblico o a quant’altro a basso impatto ambientale) della linea ferroviaria, l’amministrazione capitolina cancella con un prepotente colpo di spugna undici anni di dialogo con i cittadini e i comitati di quartiere per riproporre un progetto bocciato più volte e privo dei requisiti necessari previsti dalla legge. È del marzo 2001, infatti, anche una denuncia del Cotaf alla commissione Ambiente della Comunità Europea contro il sindaco di Roma (chiunque esso sia) in caso di realizzazione della suddetta opera senza la valutazione d’impatto ambientale.
Molti interlocutori diversi, dagli ex assessori alle Politiche del Territorio e alla Mobilità Cecchini e Tocci al recente Morassut, fino a Veltroni, attualmente commissario straordinario al traffico. Tante promesse, ma il 6 dicembre scorso l’amministrazione capitolina è ripartita da zero, annullando le argomentazioni degli oltre mille cittadini che compongono il Cotaf e del Comitato di coordinamento dei quartieri del vallo ferroviario. La deliberazione della giunta del Comune stabilisce nuovamente che si dovrà realizzare una «circonvallazione interna dell’area centrale, un percorso con caratteristiche di scorrimento il cui tracciato - per buona parte in affiancamento alla linea di cintura ferroviaria - deve essere completato e riqualificato nelle tratta da via Appia Nuova a Magliana-Newton (realizzazione in tunnel sotto il Parco dell’Appia Antica, con diramazioni verso via Cristoforo Colombo e via Laurentina). Nel tratto successivo fra l’autostrada A24 e via Appia Nuova, ovvero fino al punto di innesto del nuovo tunnel sotto il parco dell’Appia Antica, il progetto prevede un tracciato quasi interamente in tunnel e lungo il tracciato della ferrovia Roma-Napoli».
Sembrerebbero belle parole, in realtà si stanno progettando soluzioni senza la necessaria Via e soprattutto prevedendo la realizzazione di una strada che, di fatto, spezzerebbe a metà il IX municipio, tagliato da una strada ad alta circolazione e svalutato anche negli estimi catastali: al di qua del nuovo tratto, e cioè dal lato della stazione Termini, le case apparterrebbero alla tipologia del centro storico, al di là, verso l’Appia e la Tuscolana, la valutazione immobiliare diventerebbe quella del quartiere Casilino, con un deprezzamento del 40 per cento circa.
La delibera comunale numero 33 del 19 marzo 1996 (realizzata con il contributo del Cotaf e del Comitato di coordinamento dei quartieri del vallo e approvata da quasi tutti i gruppi consiliari, dai Verdi ad An, ad eccezione dei Ds) impegnava invece l’amministrazione a realizzare un percorso sotterraneo nei pressi delle abitazioni «considerato il profondo disagio e i timori manifestati dagli abitanti dei quartieri Appio Latino, Casilino e Prenestino relativamente ai vari progetti per risolvere il collegamento fra il viadotto di via Cilicia e la Tangenziale est utilizzando la sede ferroviaria della fascia Ostiense-Tiburtina. Il consiglio comunale prende atto delle dichiarazioni dell’assessore Domenico Cecchini sulla necessità che la soluzione finale debba avere un impatto ambientale nullo o positivo e impegna l’amministrazione a rigettare qualunque soluzione che preveda la realizzazione di una superstrada al piano stradale o una sopraelevata sulla ferrovia». In quella occasione, inoltre, fu stabilito che l’assessore alle Politiche del Territorio richiedesse alle Ferrovie dello Stato uno studio di fattibilità per il percorso in galleria dei treni e di un eventuale abbassamento della linea ferroviaria. La disposizione prevedeva anche la realizzazione di un’opera unica di circa otto chilometri sul vallo ferroviario, senza lo spezzamento in «tratte funzionali» - come invece si sta procedendo da anni, da Batteria Nomentana, alla A24, al Ponte Casilino.