I residenti esultano, i commercianti protestano

La prima serata con le transenne davanti al sagrato di San Lorenzo è stata salutata da una pioggia battente. I pochi curiosi, gli habitué delle Colonne, però, non mancavano. Il popolo della notte rimane attonito di fronte a uno spettacolo atipico: lo spazio antistante la chiesa è circondato dal recinto e sorvegliato a vista dalla polizia. «Un provvedimento del genere non servirà a risolvere la situazione – afferma Paola Gallio, 28 anni, residente e affezionata frequentatrice delle Colonne –. Il problema dei cocci e della sporcizia c’è, ma può essere arginato senza ricorrere a misure tanto drastiche. Altro discorso per la criminalità, ma anche in questo caso chiudere il sagrato servirà solo a spostare il problema da qualche altra parte. Potenziare il servizio di sicurezza, impedire atti vandalici ed essere presenti sul posto, solo in questo modo la problematica poteva essere davvero risolta». In tanti sono d’accordo con lei, per esempio Angela Grancagnuolo, 26 anni, anche lei residente in zona, che non approva la decisione della giunta. «Repressione è la parola giusta per descrivere quest’atto di forza. I problemi vanno affrontati, non arginati».
Che dire poi degli esercenti, che in queste strade ci lavorano? «Chiudere un centro storico è impensabile». A parlare è il proprietario di un bar in corso di porta Ticinese, convinto che la mossa rallenterà molto il suo lavoro, oltre a ridurlo almeno del 50 per cento. «Nel fine settimana passano di qui almeno 3mila persone - incalza il commerciante -, travasare tutte le bottiglie in bicchieri di carta significa perdere tempo. Per non parlare del fatto che non potremo più distribuire bottiglie chiuse. Sono già passati decine di ragazzi che mi chiedevano birre per portarle a casa e purtroppo non ho potuto vendere nulla». Qualche centinaio di metri più avanti troviamo un bar-gelateria proprio a ridosso delle Colonne. Stefano Del Prete, il proprietario, condivide totalmente il provvedimento: «Ci voleva una presa di posizione decisa davanti a una situazione che era diventata insostenibile. Certo, il lavoro si complicherà un po’, ma non ci dispiacerà conformarci alle nuove regole».
I residenti, invece, sono tutti solidali con la «chiusura». Alcuni addirittura la vorrebbero pure nelle vie limitrofe a piazza San Lorenzo. «In via Moro – afferma una di loro – sono stati aperti quattro bar nell’arco di 10 metri. Ora temo che la folla si “trasferisca” sotto casa mia».