I rettori, magnifici «paperoni» Angelo Provasoli della Bocconi primo con quasi tre milioni

Può un professionista il cui appellativo è «magnifico» avere uno stipendio non all’altezza del suo nome d’arte? E infatti i redditi delle massime autorità accademiche sono in linea con il prestigio dei dirigenti delle massime istituzioni culturali del nostro Paese. In fondo, chi l’ha detto che la cultura non rende bene?
Ecco quindi i 133mila euro del rettore di Bologna Pier Ugo Calzolari, i 166mila del suo collega della Bicocca Marcello Fontanesi, i 217mila e rotti dell’omologo dell’università privata milanese Cattolica. E ancora i ragguardevoli 167mila euro annui del rettore dell’Università di Torino.
Ma anche nel mondo accademico le differenze ci sono, e anche molto forti: in fondo, c’è rettore e rettore: i seppur ragguardevoli stipendi fin qui citati impallidiscono di fronte ai 2milioni e 128mila euro di Umberto Eco (che anche se non rettore è pur sempre un uomo simbolo della cultura accademica italiana) e quasi scompaiono dinanzi ai quasi tre milioni di euro dichiarati dal rettore dell’università Bocconi Angelo Provasoli.
Del resto, può uno che tira su anno dopo anno la futura classe dirigente italiana, uno che per mestiere coltiva i top-manager di domani, avere uno stipendio non all’altezza del compito?