I ribelli: "Gheddafi è circondato" Ma lui è in tv: "Li distruggeremo"

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I ribelli danno Gheddafi per spacciato e sostengono di aver circondato la &quot;buca&quot; in cui si nasconde, ma lui ricomapre in televisione con un messaggio e punta il dito anche contro l'Italia: &quot;La Libia sia dei libici, non della
Francia, non dell’Italia, non dei colonialisti&quot;. Poi cerca di dare la carica ai suoi: &quot;Correte a distruggere i ribelli&quot;. Il portavoce del raìs: &quot;Può andare avanti per anni&quot;. Sono liberi i 4 reporter. Rosaspina, Sarcina, Quirico e Monici erano nelle mani dei lealisti, ma ora sono in un hotel di Tripoli. <strong>(<strong>SCHEDA</strong> <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/scheda__chi_sono_giornalisti_rapiti/24-... sono i reporter</a></strong>)</strong>. Sparatoria a Tripoli davanti all'hotel dei giornalisti.<strong><strong> FOTO: </strong><strong><a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/la_battaglia_tripoli/id=3304-foto=1... target="_blank">Tripoli sotto assedio</a> VIDEO: <a href="http://www.ilgiornale.it/video/ribelli_distruggono_statua_gheddafi/id=gh... target="_blank">Decapitata la statua del raìs</a></strong></strong>
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Tripoli - Gheddafi è ricomparso. Dato per accerchiato dai ribelli a Tripoli e vicino alla capitolazione, il Colonnello invece è ricomparso, seppure soltanto attraverso un messaggio audio trasmesso da al-Orouba, l’emittente televisiva facente capo al suo secondogenito ed erede designato, Saif al-Islam. Il leader libico ha esortato i connazionali in tutto il Paese a "combattere l’invasione straniera" e ad accorrere a Tripoli, "donne e bambini" compresi, per "affrontare e stroncare gli insorti", e in tal modo "purificare" la capitale. Il Colonnello ha anche rivendicato che "la schiacciante maggioranza" della popolazione è dalla sua parte. Alla stessa televisione ieri Gheddafi aveva affidato una prima registrazione, sostenendo tra l’altro di aver "girato in incognito per la città senza essere riconosciuto", e di averne ricavato la sensazione secondo cui la capitale della Libia non era "in pericolo".

"Gheddafi può continuare così per anni" Nel frattempo ha parlato anche il portavoce del raìs in un'intervista esclusiva all'Associated Press: "Gheddafi è capace di continuare la resistenza per settimane, mesi, anni - ha detto Moussa Ibrahim -. Tutti i membri della famiglia del leader stanno bene e le forze del Colonnello controllano buona parte di Tripoli e di altre città".

"Gheddafi circondato" I ribelli sostengono di aver circondato alcuni edifici, a Tripoli, all’interno dei quali presumono sia nascosto il leader libico con i suoi figli. La struttura si trova non lontano dal compound. "Sono tutti assieme, in una piccola buca", ha detto uno degli insorti coinvolti negli scontri. Il quartiere in cui si troverebbe il Colonnello sarebbe quello di Abu Salim: uno dei due, insieme al vicino al-Hadhba al-Khadra, nei quali ne è stata segnalata la presenza in questi giorni, seppure finora senza risultati. Un altro esponente degli insorti, Anis Sharif della Brigata dei Martiri di Tripoli, ha comunque annunciato che in giornata sarà lanciata un’offensiva "decisiva" su Abu Salim. "Disponiamo di informazioni precise a proposito di dove si trovano i resti del regime, e di dove tengono le armi", ha dichiarato a al-Arabiya. Secondo le stime dei ribelliil conflitto ha già fatto 20mila morti

Si spara davanti all'hotel dei giornalisti Una violenta sparatoria è in corso davanti all’hotel Corinthia, nel centro di Tripoli, dove si trovano numerosi giornalisti internazionali. L’assalto sarebbe opera dei lealisti. L’albergo, fino a ieri considerato un luogo sicuro, è stato preso d’assalto. Anche le comunicazioni sono saltate mentre per ora non si hanno notizie di feriti nè fra la stampa nè fra i passanti.

La caccia all'uomo E da ieri è partita una vera è propria caccia all'uomo. Alla ricerca di parenti e sostenitori dell’ex-leader libico, ribelli hanno ingaggiato ieri scontri a fuoco a Tripoli con truppe fedeli a Gheddafi. Colpi di arma da fuoco sono risuonati vicino all’Hotel Corinthia, nel centro di Tripoli, e una colonna di fumo si è levata dall’area. Lo scontro si è scatenato dopo che una mezza dozzina di ribelli sono arrivati all’hotel, a bordo di un automezzo con mitragliatrice anti-aerea, chiedendo di perquisire le camere: avevano sentito che un figlio di Gheddafi, Saadi, si sarebbe trovato nell’albergo.

Liberati i giornalisti La prima a chiamare Milano per dare la buona notizia è stata Elisabetta Rosaspina: "Siamo liberi, stiamo bene". Finisce così la brutta avventura dei quattro reporter sequestrati ieri e che ora sono stati portati all'hotel Corinthia di Tripoli, dove alloggiano gli altri giornalisti stranieri. Ancora poco chiare le dinamiche della liberazione. I giornalisti parlano infatti di due giovani - forse appartenenti anch'essi alle milizie pro Gheddafi - che hanno fatto irruzione nella casa privata a Tripoli in cui erano prigionieri e li hanno liberati. "Liberati dai lealisti" Due bande diverse di guerriglieri fedeli a Muammar Gheddafi hanno rapito e liberato i quattro giornalisti, secondo uno dei reporter, l’inviato del Corriere della Sera Giuseppe Sarcina. "Sì, due gruppi diversi, entrambi di lealisti", ha precisato Sarcina, aggiungendo che "probabilmente si trattava di miliziani, non militari regolari ma nemmeno civili". Il giornalista del Corriere, con due evidenti graffi sul volto ma in buone condizioni, ha ringraziato i liberatori: "I civili sono persone straordinarie, siamo loro grati", ha detto, "credo che possiamo trarre una lezione da questa storia, ed è che da entrambe le parti ci sono persone buone. Sarcina ha riferito che il rapimento è avvenuto "vicino alla Piazza Verde: ci hanno aggrediti e poi portati in una casa civile dove siamo stati trattati molto bene, specialmente da alcune persone a cui dobbiamo tutto".