I richiedenti asilo usati come volontari per il Giubileo

La «trovata» del Comune di Roma: «I rifugiati potrebbero offrirsi come volontari nell'Anno Santo» L'opposizione: «Pensi ai romani»

RomaIl Giubileo può essere un utile banco di prova per sperimentare il valore dell'accoglienza. Soprattutto in una città grande, ma piena di criticità, come Roma. L'assessore alle Politiche sociali del Campidoglio ne è convinta. Francesca Danese, nominata soltanto quattro mesi fa dal sindaco Marino, ha una lunga esperienza nel mondo dell'associazionismo (è stata tra l'altro presidente del Centro di servizio per il volontariato) e due giorni fa, nel corso di un convegno su «Integrazione e diritti» organizzato dalla Cisl, ha ventilato un'ipotesi a suo dire suggestiva: far interagire i richiedenti asilo con le associazioni per accogliere al meglio i pellegrini.

Non ha certo parlato di hostess bilingue o trilingue da sfruttare come guide turistiche, come alcuni organi di stampa hanno riportato. Bensì ha ricordato l'esistenza di una circolare del ministero dell'Interno che autorizza le associazioni di volontariato che si occupano di assistenza ai richiedenti asilo di interagire con questi ultimi per non farli sentire esclusi dal vita collettiva (dal momento che come richiedenti asilo non possono lavorare, fin quando non viene definito in un modo o nell'altro il loro status ).

La circolare inviata a novembre dal Viminale alle prefetture esorta le stesse a stringere «accordi con gli enti locali per favorire lo svolgimento volontario, da parte degli immigrati ospitati, di attività socialmente utili, che avrebbero il doppio vantaggio di creare un terreno fertile per una più efficace integrazione nel tessuto sociale e di prevenire eventuali tensioni». Parole che l'assessore Danese ha rielaborato in chiave Giubileo. Per ora, precisano dal Comune, si tratta solo di un'idea. Né in giunta né in consiglio è mai stato affrontato il tema. E di certo non sono state prese posizioni ufficiali in merito. Una proposta, quella avanzata dalla Danese, che può trovare un valido riscontro nel successo già ottenuto con un'altra iniziativa - «Adotta un pellegrino» - lanciata dal Campidoglio in collaborazione con l'associazionismo cattolico. Tante le famiglie romane che hanno già dato la disponibilità a ospitare, a partire dall'8 dicembre data di inizio dell'Anno Santo, pellegrini con pochi mezzi economici.

D'altronde i numeri proposti proprio durante il convegno della Cisl parlano di una presenza tutt'altro che irrisoria. Nel Lazio si trova il 13% di tutti i richiedenti asilo presenti in Italia. E di questi il 70% è concentrato nella Capitale. La Danese lancia così questa proposta che nelle prossime settimane verrà discussa con le associazioni di volontariato presenti nella città per individuare forme concrete di attuazione. L'idea della Danese, però, ha trovato un terreno tutt'altro che fertile ad accoglierla. Le opposizioni in Campidoglio già minacciano le barricate contro la proposta di utilizzare anche i richiedenti asilo, seppur come volontari e senza scopo di lucro come recita la circolare del Viminale. «Ma la Danese - si domanda Cinzia Pellegrino, di Fratelli d'Italia - è assessore dei romani o degli immigrati? Perché non si adopera per mettere in piedi iniziative concrete per aiutare i romani vittime della crisi e che un lavoro non ce l'hanno, prima di partorire queste genialate? Noi abbiamo un'idea diversa di solidarietà, sia verso gli italiani che verso i rifugiati». «Con tutti i giovani - aggiunge Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio - appena laureati che abbiamo in Lingue straniere e in archeologia la giunta Marino pensa ai rifugiati? È incredibile».