I rischi di un’offensiva liberticida

Fabrizio Cicchitto*

Non vogliamo entrare nel merito delle riflessioni sviluppate da Benedetto XVI, che erano molto complesse e, fra l’altro, volte proprio a sviluppare un autentico dialogo non convenzionale e non puramente generico e diplomatico, e che quindi si fondavano su riferimenti filosofici e storici assai articolati che avrebbero richiesto risposte altrettanto approfondite, e non soltanto dagli islamici. Ad esempio sulla prima delle riflessioni sviluppate dal Papa, quella sul rapporto fra l’eclissi del sacro nell’Occidente e le origini e l’espansione del terrorismo islamico noi abbiamo qualche dubbio. Ma purtroppo non si è potuto discutere di questo né fare una verifica storiografica sulla veridicità o meno dal punto di vista storico o filosofico della breve frase su Maometto contenuta nella citazione del Paleologo e tantomeno sulla tesi del Papa che mai la religione, qualunque religione, deve fondarsi sulla violenza, perché da parte del mondo islamico è stata scatenata non una discussione culturale, ma un attacco demonizzante, fondato su minacce, manifestazioni di piazza, propositi espliciti di iniziative terroriste.
La Chiesa si è trovata in difficoltà e ha fatto una serie di precisazioni. Il silenzio dei governi del mondo occidentale è stato assordante. Il governo italiano di fatto ha taciuto e addirittura il ministro Di Pietro, che non sa nemmeno dove sta di casa la libertà nelle sue varie accezioni, ha ruvidamente invitato il Papa a chiedere scusa. Allora ci rendiamo conto verso dove stiamo andando? Non mancano precedenti di tutti i tipi assai inquietanti.
In occasione del libro di Salman Rushdie Versetti satanici, del film del regista olandese Van Gogh, successivamente assassinato, c’è stato uno scatenamento censorio di una parte cospicua del mondo islamico. Adesso addirittura questo spirito arrogante e censorio si scatena nei confronti del Papa e della Chiesa cattolica. Allora verso dove stiamo andando? Si sta colpendo una delle caratteristiche fondamentali del mondo occidentale, quella della libertà di espressione. Nel secolo XX essa fu messa in questione, appunto, dal nazismo e dal comunismo, ma va detto che questi due totalitarismi praticavano in modo organico all’interno dei rispettivi Stati la soppressione della libertà di parola, ma nei confronti degli altri stati cercavano di comprimere la libertà critica nei loro confronti ricorrendo più a mezzi indiretti che diretti.
Invece da parte del mondo islamico questa offensiva liberticida avviene in modo esplicito e nei confronti di chiunque abbia una certa notorietà. E che cosa succederà in Italia qualora passi la linea irresponsabile del centrosinistra a proposito della concessione facile della nazionalità? Già oggi come sono trattate all’interno della loro comunità le donne appartenenti al mondo islamico che vivono nel nostro territorio? Già questo non è un attacco inaudito alla nostra libertà? Su questo tema le femministe italiane ed europee osservano un silenzio vergognoso. Ma ancor più vergognoso è il silenzio che è stato osservato nei confronti dell’attacco rivolto a Bendetto XVI. Andiamo verso una colossale autocensura? Chi scrive è un laico che non condivide le posizioni della Chiesa su alcuni aspetti della legge sulla fecondazione assistita e sulla libertà di ricerca scientifica, ma questo purtroppo non c’entra nulla con la questione che abbiamo davanti. Già nel dibattito svoltosi in Italia su questi e altri temi non abbiamo condiviso le posizioni di un certo laicismo oltranzista che contestava la facoltà della Chiesa di poter intervenire su tutti i temi che essa, nella sua autonomia, intendeva affrontare e sollevare. Infatti a nostro avviso una posizione realmente laica e liberale deve affermare il diritto della Chiesa di esprimersi e il parallelo diritto del cittadino e dei soggetti politici di condividerla o di contestarla, ovviamente sul piano del dibattito politico e culturale e nel rispetto reciproco del principio di maggioranza-minoranza verificatosi sul tema.
Ma non c’è dubbio che quello che si è scatenato contro Benedetto XVI da parte del mondo islamico va molto al di là di queste «intolleranze italiane» verificatesi solo sul terreno del confronto. Allora che facciamo e che diciamo rispetto a questa esplosione di intolleranza che mette in questione non solo la libertà di espressione del Pontefice e della Chiesa, ma la libertà di tutti noi? A nostro avviso governi, partiti, intellettuali, giornali dovrebbero esplicitamente esprimersi in difesa della libertà e solidarizzare con il Papa. Vediamo molto opportunismo in giro. Prima parlavamo del silenzio delle femministe italiane ed europee nei confronti della condizione delle donne musulmane che vivono sul nostro territorio (non parliamo della condizione della donna in quasi tutti gli Stati musulmani).
La cosa più disgustosa, però, in tutta questa vicenda è il silenzio, per non dire peggio, del mondo culturale di sinistra su questo attacco alla libertà di parola. Ci aspettano tempi ancora più difficili di quelli attuali.
*Vicecoordinatore nazionale di Forza Italia