I risparmi di Vendola: 3 milioni per «Casa Puglia» a Bruxelles

Giuseppe Salvaggiulo

A Bruxelles! A Bruxelles! La corsa delle Regioni ad aprire «ambasciate» nella città che ospita le istituzioni dell’Unione europea è ricominciata. I cittadini pugliesi saranno felici di sapere che dal 25 luglio sono proprietari di un immobile a Bruxelles. La giunta regionale rossa guidata da Nichi Vendola ha deliberato l’acquisto di un immobile di 800 metri quadri per 2,1 milioni di euro. Ai quali se ne aggiungeranno 600mila per la ristrutturazione necessaria a trasformare i tre piani (più mansarda) dell’elegante palazzotto nella nuova «Casa Puglia» di cui tanto si sentiva il bisogno.
Un anno fa, di fronte a inchieste giornalistiche e polemiche politiche sugli sprechi, i governatori avevano lanciato un segnale di buona volontà: basta con le sedi faraoniche, meglio uffici comuni e più sobri. Proposito presto dimenticato. E così, con 2,7 milioni di euro, la Puglia si mette alla pari con le Regioni più intraprendenti nell’edilizia di rappresentanza all’estero.
Non che finora i governanti pugliesi in trasferta a Bruxelles fossero costretti a prendere gli appuntamenti nei retrobottega dei bar. Una sede c’e l’avevano dal 2000. E anche molto vicina al Parlamento europeo: quattro stanze in un edificio pieno di uffici in Rue du Luxembourg. Costo: 42mila euro all’anno più tasse.
Ma insomma: appena 150 metri quadrati in un anonimo condominio con un solo posto macchina in dotazione... e in affitto, per giunta! Situazione non più tollerabile per l’amministrazione di centrosinistra, «che intende dare un impulso molto forte alla sua presenza a Bruxelles, valorizzando al massimo la sua presenza istituzionale (...) e trasformando l’ufficio di rappresentanza così come esso è oggi in una presenza articolata della Regione nel suo complesso».
Parole di Vendola, messe a verbale nella delibera con cui, nel novembre dello scorso anno, la giunta ha bandito la gara per trovare una nuova sede. Requisiti dell’immobile: almeno mille metri quadri di superficie, palazzo indipendente e libero, zona centrale, costo massimo 2,7 milioni di euro.
L’annuncio, pubblicato a dicembre sul Sole 24 Ore e su due quotidiani belgi, non passa inosservato. A gennaio arrivano in Puglia 23 offerte (una addirittura di 5 milioni di euro). A febbraio una commissione nominata dalla Regione le valuta, «salvandone» solo cinque. A marzo due membri della commissione volano in Belgio per il sopralluogo decisivo e scelgono il migliore immobile per «ubicazione, contesto architettonico e prezzo».
Ed eccola, quella che tra pochi mesi diventerà «Casa Puglia». Il palazzotto si trova in Avenue de Tervuren, quartiere residenziale vicino al Parco del Cinquantenario e a una fermata di metropolitana dalla sede della Commissione europea. Un esempio di «eclettismo architettonico» con conchiglie ornamentali sul cornicione, accenni di decorazioni floreali, bovindo (loggia vetrata) su due piani e balconcino al terzo.
In primavera la perizia di una società di consulenza immobiliare ingaggiata dalla Regione conferma il prezzo stabilito dalla società venditrice. Infine, pochi giorni fa, l’ultima parola della giunta, che rivendica la scelta per due ragioni. Primo: «Comprare conviene per l’abbattimento dei costi di affitto». Secondo: c’è la necessità di fare un salto di qualità nella rappresentanza istituzionale, coinvolgendo altri enti pugliesi.
«La giunta - spiega Vendola agli assessori nella seduta del 22 novembre - intende lavorare alla creazione a Bruxelles, sull’esempio di esperienze regionali là già esistenti, di “Casa Puglia”, con ciò intendendo la presenza accanto all’Ente Regione di soggetti istituzionali, economici, culturali, produttivi (dalle Università alla Fiera, dalle organizzazioni professionali ai sistemi camerali, eccetera) la cui attività si interfaccia a più livelli con le sedi dell’Ue».
Vasto programma. Per il quale la giunta dovrà anche potenziare la dotazione di personale per la sede di Bruxelles. In quella attuale lavorano tre funzionari, un consulente estero e uno stagista. Decisamente pochi per la nuova «Casa Puglia». Serviranno rinforzi.
Ma c’è un’ultima cosa che i cittadini pugliesi saranno felici di sapere. Mentre compra «Casa» a Bruxelles, dopo 35 anni (cioè da quando sono state istituite le Regioni) la Puglia non ha ancora una «Casa» a Bari. E paga affitti (attualmente circa 5 milioni di euro all’anno) per immobili sparsi in tutta la città in cui sono sistemati (con disagi e periodiche lamentele) uffici vari, assessorati e persino il Consiglio regionale.
Problema storico, che non si può imputare certo alla giunta Vendola, insediatasi appena un anno fa. Ma era proprio il caso di investire a Bruxelles, non avendo un tetto a Bari?
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it