Per i risparmiatori in vista un’altra scottatura

Possibile un crollo del titolo ma c’è chi non esclude interventi ad hoc per non far franare la quotazione

da Milano

E adesso, come si comporterà il titolo Cdb Web Tech alla riapertura della Borsa di domani? La settimana scorsa è stato un formidabile ottovolante, fatto di sospensioni per eccesso di rialzo, ma anche per eccesso di ribasso, magari tutto in una sola giornata, come è capitato l’1 agosto: il titolo Cdb Web Tech è stato sospeso in mattinata al rialzo e nel pomeriggio al ribasso. Cose che capitano quando la capitalizzazione è davvero bassa e quando la speculazione si scatena. Il 27 luglio, il giorno prima dell’annuncio dell’iniziativa, Cdb quotava 3,221 euro, l’1 agosto il titolo era già arrivato a 4,77 con un balzo superiore al 10% nella sola mattinata, nel pomeriggio perdeva il 5%. E nella stessa giornata De Benedetti aveva venduto oltre un milione di azioni a 4,69 euro, per poi ricomprarne 230mila a 4,33. Secondo fonti Cir, sembra comunque che il prezzo di carico delle azioni cedute fosse vicino a quello di vendita.
Ma non è stato soltanto De Benedetti (che tra l’altro nei giorni scorsi ha continuato a vendere e comprare) a muoversi in Borsa: sicuramente si sono mossi i fondi (più probabilmente quelli più speculativi, visto che la trasformazione di Cdb Web Tech sarà approvata dal consiglio di amministrazione solo a settembre) e anche i piccoli risparmiatori, attirati dalla novità dell’annuncio dell’ingresso di Berlusconi nell’azionariato. Un’alleanza che, almeno in teoria, poteva far presagire un futuro interessante: già il mettere insieme i due personaggi era stato un successo.
Resta da vedere se chi ha comprato i titoli manterrà la stessa fiducia dei giorni scorsi, o se domani la quotazione subirà un ribasso, magari pesante. Per i risparmiatori potrebbe profilarsi un’altra scottatura (ai tempi della bolla di internet, Cdb Web Tech aveva raggiunto quotazioni astronomiche, per poi sgonfiarsi, come d’altro canto aveva fatto tutto il settore). Ed è pure possibile che il titolo tenga perché l’iniziativa continua a essere considerata promettente, o magari sostenuto da mani interessate a non lasciar franare la quotazione.
Comunque vada, c’è da tener presente che proprio grazie alla capitalizzazione non particolarmente rilevante (il milione di azioni messo sul mercato da De Benedetti l’1 agosto equivaleva da solo all’1% del capitale) se proprio dovesse andar male, a lasciarci le penne (o meglio, i quattrini) non dovrebbero essere in moltissimi. Senza dimenticare che quello investito in Borsa si chiama pur sempre «capitale di rischio».