I risultati del blitz sono stati inviati al governo. In azione 1.600 carabinieri che hanno controllato reparti, corsie, corridoi e sotterranei di 672 strutture Sanità, in tre giorni gli ospedali diventano puliti Indagini a tappeto in tutta Italia. Second

da Roma

Ieri mattina, di buon’ora, negli ospedali di tutta Italia, oltre ai soliti camici bianchi, si sono viste un bel po’ di divise. Erano quelle degli 800 uomini dei Nas, aiutati da altri 800 carabinieri, inviati dal ministro della Sanità Livia Turco a curiosare nei reparti, nei corridoi e nei sotterranei di 672 strutture sanitarie per verificare se vengono rispettate le norme a tutela della salute dei pazienti e quelle igieniche. I primi risultati delle ispezioni a tappeto finiranno domani sul tavolo della Turco, che li valuterà con il presidente del Consiglio Romano Prodi e il presidente della conferenza dei presidenti delle Regioni, Vasco Errani.
È l’effetto dell’inchiesta dell’Espresso sugli «orrori» documentati al Policlinico Umberto I di Roma, dove la mancanza di igiene e i cattivi comportamenti di parte del personale sembrano essere all’ordine del giorno. Dopo l’articolo del settimanale i Nas avevano effettuato un primo blitz nei reparti di pediatria e malattie infettive, dove il cronista aveva denunciato le irregolarità più sconcertanti. Ieri, in concomitanza con gli altri ospedali italiani, gli uomini del nucleo antisofisticazioni sono tornati all’Umberto I per controllare le condizioni di altri reparti. Intanto la Procura ha aperto un’inchiesta, per ora senza indagati, sulle carenze igienico sanitarie riscontrate sabato scorso. Nel primo rapporto dei Nas non si configurerebbero responsabilità penali a carico di amministratori o responsabili di cliniche universitarie. Sarebbero state rilevate soltanto generiche violazioni delle norme igieniche e infortunistiche. Irregolarità che, come è già accaduto in passato, vengono punite con sanzioni pecuniarie comprese tra i mille e i duemila euro, spesso estinte con un’oblazione, evitando la condanna penale. Nas in corsia anche nell’altro Policlinico universitario della capitale, quello di Tor Vergata, dove i carabinieri hanno controllato ogni angolo dell’ospedale, dalla torre principale ai sotterranei. Stessa scena al Gemelli: qui l’ispezione nelle varie unità di degenza e negli spazi comuni è durata l’intera mattina. Nessun timore per i controlli al San Camillo Forlanini, la cui direzione sanitaria si fa vanto di alcuni provvedimenti presi di recente, dal nuovo appalto per le pulizie alla chiusura di alcuni sotterranei. Verifiche anche al Sant’Andrea e al San Filippo Neri. Poi i militari si sono spostati in provincia di Latina.
Mattinata di super-lavoro anche per i Nas di Milano, in visita al Policlinico, alla clinica Mangiagalli, al Regina Elena e al San Paolo. Nessuna mancanza eclatante in queste strutture. «Soltanto alcune, come il Policlinico, che hanno diversi cantieri aperti - rende noto Giovanni Jacobazzi, comandante dei Nas di Milano - presentano carenze, ma sono aspetti già conosciuti dalla direzione sanitaria». Norme rispettate, a quanto pare, anche all’Istituto neurologico Carlo Besta. I carabinieri hanno controllato pure gli ospedali di Modena, di Vicenza e di Triste. Una situazione positiva, a parte qualche piccola mancanza, sarebbe stata riscontrata in Toscana, negli ospedali di Careggi, Santa Maria Nuova e Santissima Annunziata. Neppure l’Emilia Romagna e l’Umbria sono state risparmiate dai controlli disposti dal ministero. Ispezionati a fondo anche gli ospedali del sud: i Nas sono stati a Napoli, in Calabria, in Puglia e in tutta la Sicilia.