I RISULTATI DI UNA RICERCA CONDOTTA DA BROCKMANN&COMPANY

La videocomunicazione business del futuro, almeno nel campo delle telecomunicazioni. A rivelarlo, dati alla mano, è una ricerca condotta da una società americana specializzata in indagini nel settore delle telecomunicazioni, la Brockmann&Company. Per il 63% degli intervistati (350 impiegati di aziende di ogni dimensione sparse in tutto il mondo) gli incontri sono molto importanti per l’evoluzione del business, tant’è che mediamente passano 31 ore al mese in meeting con partner, colleghi, clienti e fornitori. Solo il 37% di queste riunioni viene effettuato a contatto diretto, per il restante si utilizza l’audio conferenza, la videoconferenza e la conferenza via Internet. L’utilizzo della conferenza a distanza è legato alla struttura dell’azienda stessa e alla dislocazione degli uffici. Una multinazionale con lavoratori, fornitori e clienti sparsi in tutto il mondo sfrutta di più questo sistema di un’azienda che ha gli uffici in un unico edificio. Un elemento interessante che emerge dalla ricerca è che non solo la videoconferenza consente di risparmiare tempo, ma persino di «crearlo», a tutto vantaggio della produttività. Dare un valore al tempo non è facile, ma la metà degli intervistati ha quantificato in 91 dollari la cifra che sarebbero disposti a pagare per evitare la scocciatura di guidare per 60 chilometri, pagare l’autostrada, il carburante, cercare e pagare il parcheggio. Tutti fattori che moltiplicano il loro peso per i viaggi più lunghi che, oltre a richiedere più energie, implicano una spesa maggiore (hotel, aerei, pasti) e richiedono più giorni a disposizione. Se a questo si aggiunge che le videoconferenze durano mediamente meno degli incontri faccia a faccia e che la tecnologia (banda larga, alta definizione) consente immagini sempre più dettagliate e nitide, è evidente che l’utilizzo della videoconferenza è destinato a diventare la via di comunicazione più efficace ed economica del futuro. L’alta definizione è un elemento importante, considerando che il 70% della comunicazione attiene alla sfera della gestualità, delle espressioni, degli sguardi. Nell’indagine sono stati evidenziati anche i 5 fattori che determinano la scelta di un certo sistema di videoconferenza. In testa alla classifica (68%) c’è l’affidabilità, seguita dalla facilità delle operazioni (60%), dalla gestione semplificata (47%), dalla qualità video (46%) e dal prezzo (42%). Sono proprio le aziende più produttive che credono maggiormente nella videocomunicazione, fiducia che si trasforma in un investimento sui dipendenti: ognuno di loro, utilizzando la videoconferenza, produce entrate aggiuntive per 330 dollari l’anno. Nonostante questi segnali il mercato si rivela ancora immaturo, ma decollerà nei prossimi anni, anche grazie alla diminuzione dei prezzi dei sistemi più evoluti.
Stando agli ultimi dati Wainhouse Research relativi al mercato della videoconferenza, il fatturato mondiale nel 2006 si è aggirato intorno ai 307 milioni di dollari, ma nei prossimi anni dovrebbe subire un’accelerazione notevole, arrivando a quasi 800 milioni di dollari nel 2010, con incrementi annui del 10% circa. L’Italia, a sorpresa, risulta essere, sia in termini di fatturato che di unità vendute, il secondo mercato europeo dopo la Gran Bretagna. Un mercato particolarmente promettente si sta rivelando l’India: secondo Frost&Sullivan, le dimensioni del mercato della videoconferenza nel 2005-2006 qui sono state di circa 11,5 milioni di euro, a fronte dei circa 5 milioni dell’anno precedente. E la crescita per i prossimi anni, anche se non avverrà agi stessi ritmi (più 60%), dovrebbe far registrare incrementi dell'ordine del 25% annuo, fino al 2011, specialmente nei settori bancari e governativi.