«I risultati si sapevano due settimane prima»

Piero Pizzillo

«Sapevamo in anticipo di due settimane il risultato di diverse gare». Si allarga ancora l’inchiesta avviata dal pubblico ministero Alberto Lari, cominciata con una presunta combine nelle partite tra Genoa-Venezia e Piacenza-Genoa. Ma questa è solo la parte conclusiva di un’indagine cominciata due mesi prima della fine del campionato e avviata per un giro di scommesse clandestine. Dalla Procura infatti fanno sapere che ci sono molte gare su cui aleggia il sospetto di risultati accomodati dai giocatori. Fino a questo momento non c’è alcun tesserato del club rossoblù mentre saranno ascoltati quanto prima gli altri indagati. I pm infatti avevano avviato le indagini seguendo due grossi professionisti delle scommesse e, grazie alle intercettazioni, l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio. Fino ad arrivare ai filmati che avrebbero portato alla luce i presunti accordi per le ultime gare di campionato.
Prima però sono state passate al setaccio le immagini di altre partite, una di serie A e due di serie B. Sono tre infatti le sfide che hanno attirato i maggiori sospetti e che sono state analizzate dopo aver nuovamente ascoltato le intercettazioni. Proprio intorno alle prove audio ieri si è scatenata una nuova battaglia tra accusa e difesa: «Se le notizie sono state assunte illegalmente faremo ricorso anche alla Corte Costituzionale», ha intimato l’avvocato difensore Alfredo Biondi, che si scaglia contro l’utilizzo delle intercettazioni nelle sedi competenti.
Proprio i testi delle telefonate, insieme ai primi documenti verranno messi a disposizione oggi del procuratore capo dell’Ufficio Indagini della Figc Italo Pappa, che arriverà a Genova nelle prime ore della mattinata. Dopo l’incontro con i pm Pappa vedrà Biondi per sentire la versione della difesa. (...)

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