I Rolling Stones giocavano a curling

Tony Damascelli

Venticinque lettere per rileggere sedici giorni di Olimpiade della neve.
A Autostrada Milano-Torino, la pseudovia veloce, a pedaggio, che portava alle Olimpiadi, come suggerivano anche i cartelloni luminosi lungo il percorso di gara. Una vergogna.
B Benetti Eleonora, cognome e nome della bambina, bolognese, di nove anni, cantante dolcissima dell’Inno di Mameli. Purtroppo crescerà, abbandonando la sua voce, la sua purezza.
C Castellani Valentino, lasci perdere la frequentazione di lingue straniere, passi per l’inglese, ma il suo francese, che dovrebbe appartenergli per territorio, sembra quello di Totò e Peppino, nu vulevòn savuàr.
D Di Centa. Basta la parola. Il Grande Fratello, dopo la Grande Sorella.
E Evelina. L’ho mobbingata il giusto. Responsabile delle Olimpiadi della cultura, Evelina Christillin, è finita ai margini dell’Olimpiade vera. Alla prossima.
F Filmmaster, quelli che hanno messo assieme il fantastico spettacolo delle due cerimonie. Segnarsi l’indirizzo.
G Giorgio. Nome maschile, di martiri, santi, re, atleti, giornalisti. Sta per Rocca e Di Centa, scegliete voi a chi fare gli auguri e invitare a cena.
H House, sweet house, sarebbe la casa dove finisce la sua corsa lo stone, la pietra scivolante, nel gioco del curling che ha fatto pazziare i pinerolesi e il resto d’Italia. Fermate Petrucci, vuole le bocce ai Giochi estivi.
I Inglesismi. Non c’era centimetro non contrassegnato da un the, here, magic, one, desk, event. Per la proprietà transitiva a Vancouver avremo il, qui, magico, uno, tavolo, incontro?
L Lettonia, ultima in classifica delle medagliate, 1 bronzo solo, nello slittino, Martins Rubenis l’eroe.
M Marini Valeria, è apparsa nello splendore delle sue forme. Pochi hanno capito davvero chi e che cosa interpretasse. Non ha aperto bocca, per questo ha ricevuto applausi.
N Non so, non zo. Risposta puntuale degli abitanti dell’isola nel film Mediterraneo e dei volontari sulla penisola di Torino, a qualunque domanda, tipo «scusi dove è lo stadio?». Non so, non zo. Era alle loro spalle.
O Olimpico. Lo stadio ex Benito Mussolini e poi Comunale, si chiama Olimpico ed è bellissimo, avendo conservato lo stile antico. Che non faccia la fine dell’omonimo di Roma, dico per le partite di pallone.
P Pragelato. Sito dei trionfi, staffetta, singoli, appena spuntava un italiano Pragelato diventava Pracaldo. Cambiamo il nome.
Q Quirinale. L’arrivo di Ciampi e della signora Franca ha portato festa paesana al Villaggio; tutta la corte al seguito, in rigoroso colore grigio, dalla faccia al cappotto, ha cancellato l’effetto.
R Rai. Il solito plotone di operatori, autisti, giornalisti, varie ed eventuali. Studio post moderno, ospiti di qualità, molte immagini registrate taroccate per diretta. Un’altra occasione mancata ma con il festival di Sanremo, un reality show e il campionato di calcio arriverà il grande riscatto.
S Segnaletica. Sostantivo sconosciuto all’organizzazione olimpica. Visti cartelli scritti a mano, attaccati ai pali della luce e indicanti «media centre», senza freccia di direzione.
T Torino. La città di Chiamparino ha sorpreso per la sua vivacità. Sembrava carnevale tutti i giorni e tutte le notti. Passata la festa qualche sarà il santo gabbato?
U Ubriachi. La pattuglia di tifosi e atleti svedesi la sera della cerimonia di chiusura. Sbornia freschissima dopo la medaglia d’oro nell’hockey, svedesi facili da accendere, come i fiammiferi.
V Vancouver porto sull’Oceano Pacifico, attracco dei sogni del 2010. Il suo sindaco, Sam Sullivan, è stato il fotogramma più tenero nell’ultima notte olimpica.
W Walter. Nome di battesimo di Mayer, lo stregone austriaco, apparso, scomparso, arrestato, rilasciato, internato in clinica psichiatrica. Totale: nessun atleta trovato positivo. Viva Guariniello.
Z Zoeggeler. Carabiniere Armin, scende sullo slittino e porta la bandiera nella notte di chiusra con la stessa espressione del viso. Da paura.