I rom della Bovisasca fanno shopping

Una scena normale. Quasi a tutti è capitato di vederne una simile. Si direbbe sfacciata la disinvoltura con cui tre rom, padre-madre-figlio, svuotano il «prezioso» contenuto di un cassonetto per la raccolta di abiti usati. Con tanto di auto costosa al seguito, col bagagliaio aperto in mezzo al traffico. Finito il «self-service», una sistematina a quel maglione sgualcito che spunta fuori dal bidone. Tira di qua, spingi di là, niente da fare. Massì, lasciamolo pure penzolare, tanto nessuno ci fa caso.
Eccoli i nomadi «sopravvissuti» allo sgombero della Bovisasca o chissà quale altro, in cui difesa nei giorni scorsi s’è mossa la Curia e perfino l’Unicef. Gli sciacalli però finiscono su Youtube (il sito che contiene filmati provenienti da tutto il mondo), visto che un telefonino con videocamera è puntato ovunque. E su internet va in onda l’ennesima puntata del degrado, fiction che non ha nulla di fantastico. Succede ai bordi dei 12 campi autorizzati e delle decine (...),