I rom lasciano Opera per il parco Lambro

(...) smantellato, già ieri le famiglie romene se ne sono andate. La decisione di sgomberare l’area, ha spiegato il Comune di Opera, è venuta dopo la lettera indirizzata alle istituzioni dai 71 rom che vivevano nella tendopoli dallo scorso dicembre, che esprimevano «disagio e preoccupazione per le continue tensioni e pressioni a cui, loro malgrado, sono sottoposti». Pertanto, Comune di Milano e Opera, la Provincia, Casa della carità e Ceas hanno deciso di dare «un’accelerata al piano di uscita dall’emergenza». Alcuni saranno ospitati in strutture messe a disposizione dalla Provincia, 10 uomini, grazie a un progetto avviato dalla Casa della carità in collaborazione con il sindacato degli edili Fillea-Cgil, rientraranno in Romania per lavorare all’asfaltatura delle strade del villaggio di Salcutsa. Domani la tendopoli sarà dismessa e le famiglie ancora in procinto di sistemarsi saranno ospitate presso il «villaggio solidale». «Non so se hanno vinto quelli che ogni giorno presidiavano il campo rom - ha affermato don Virginio Colmegna, direttore della Casa della carità -: so solo che hanno vinto l’onestà e l’intelligenza di questo gruppo di rom che ha scelto di stare insieme e non essere usato come strumento di una battaglia». La soluzione «ha solo anticipato i tempi, previsti per il 31 marzo, data entro la quale i nomadi avrebbero dovuto comunque lasciare Opera». Deluso il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti (Ds), che parla di «una comunità frastornata, divisa e ferita. Sembra che Opera non sia più quella di prima. Ci attende uno sforzo paziente, tenace che, col tempo, potrà dare i suoi frutti solo se lo faremo tutti insieme, lavorando per ripristinare alla nostra città il volto che si merita, per tornare a essere fra i Comuni considerati più vivibili del sud Milano e, facendo tesoro dell’esperienza, per essere un po’ meglio di quelli che siamo e soprattutto di quelli che pensavamo di essere prima della sera dell’incendio nell’area». Il presidente della Provincia Filippo Penati anticipa invece che «al Governo chiederemo maggiori garanzie per la tutela della legalità».