«I rom non sono un problema della polizia»

Non lo dice esplicitamente ma è come se lo facesse: quando di mezzo ci sono i nomadi c’è poco fare: anche il prefetto di Roma ha le mani legate. È davanti ai giornalisti, ai rappresentanti delle forze dell’ordine, del Comune, della Provincia e della Regione, riuniti per i consueti auguri di Natale, che il prefetto Achille Serra parla dei problemi legati alla difficile convivenza dei cittadini con i rom che vivono negli accampamenti della capitale.
Sono tanti, anzi tantissimi, e non sempre si guadagnano da vivere onestamente. La gente lo sa, spesso è vittima di reati commessi dagli zingari e si lamenta, chiede maggiore sicurezza. Ma per questa piaga, secondo il prefetto, non c’è una soluzione pronta. Non è soltanto mettendo più uomini in strada che si tengono sotto controllo i rom, è la legge in materia che non lascia molto spazio a chi opera. Parola di prefetto, che così si leva di impaccio scaricando su altri le responsabilità.
«Si pensa di superare il problema dei nomadi mettendo una volante in ogni strada - sostiene Serra - Questo è sbagliato oltre che impossibile. Tra breve la Romania farà parte dell’Unione Europea e, quindi, noi non potremo espellere i rom che arriveranno a Roma. La gente lo sa questo? Le forze dell’ordine che operano sul territorio rispettano le leggi, che non varano certo loro. Sono altri “palazzi” ad emanarle. E allora alla gente va spiegato che il problema dei nomadi non si può affrontare con la polizia. Allo stesso modo, se in strada ci sono dei punkabbestia rumorosi, non possiamo certo mettere una volante per ogni strada».
Sempre ieri anche il sindaco Walter Veltroni ha affrontato la questione nomadi. Lo ha fatto rispondendo agli studenti del liceo classico Cornelio Tacito che gli segnalavano qualche episodio di aggressione e piccoli furti da parte dei rom dell’accampamento di via Cesare Lombroso, vicino all’istituto. Un campo attrezzato realizzato più di 15 anni fa che ospita 160 persone. «Tutti devono rispettare le regole della convivenza - sostiene Veltroni - che siano italiani o meno. Chi sta nel campo rom ha dei doveri e se non vengono rispettati bisogna reagire». Poi il sindaco si è soffermato sul caso specifico: «Circa quindici giorni fa abbiamo allontanato due famiglie dal campo perché responsabili di spiacevoli incidenti del passato. Ciò è avvenuto dopo un percorso faticoso per evitare azioni di coercizione. Adesso il campo viene costantemente monitorato per la sicurezza di tutti».