Per i rom del Triboniano Tettamanzi chiede il miracolo e la sinistra mette zizzania

Chiede un miracolo: la chiusura del campo di via Triboniano. Prega per i rom, perchè riescano a vivere in condizioni più umane. Il cardinal Dionigi Tettamanzi benedice il campo di via Triboniano, alle spalle del cimitero Maggiore, recita il Padre Nostro con i bambini e ascolta il concerto di un gruppo di ragazzi che frequenta il Conservatorio. La visita era nell’agenda natalizia del cardinale, insieme con l’incontro con il comitato di residenti («siamo stati dimenticati da anni, siamo stati bersaglio di chi, approfittando del disagio, ha vissuto fuori dalla legge»). La pastorale di quest’anno ha come filo conduttore l’attenzione ai bambini in difficoltà (sarà argomento anche della Messa di Natale) ma c’è chi non ha perso l’occasione di mettersi in vetrina. Da Milly Moratti agli ex candidati alle primarie del Pd, l’architetto Stefano Boeri e il professore di diritto, Valerio Onida. Tutti al campo nomadi, in visita fra le baracche con Tettamanzi per «sparare» contro Palazzo Marino. Lo spunto? La sentenza del tribunale del 20 dicembre che stabilisce che i rom hanno diritto a occupare 25 alloggi popolari. Una decina di nomadi di via Triboniano aveva presentato ricorso contro il Comune e nei giorni scorsi l’ha vinto. Nonostante il sindaco avesse motivato il rifiuto di concedere le case pubbliche ai rom «per non mettere in secondo piano i diritti dei residenti». Onida ha approvato la sentenza dei giudici, «un patto non si può interrompere». Ieri intanto la giunta comunale ha annunciato che impugnerà la sentenza. «Non c’è alcuna delibera che parli di assegnazione di alloggi pubblici ai rom perchè non vanno bene quelli privati?» si chiede De Corato.