I rom di Verona e chi deve chiedere scusa

Fs: nessun

ritorno al passato
Notiamo con piacere che lo stesso Petraroli, autore del pezzo pubblicato sulla sua testata sabato scorso «A Trenitalia le macchine costano più dei ferrovieri», s’avvede di non poter attribuire all’attuale gestione delle Ferrovie dello Stato le scelte prese nel periodo 2001-2002. Una precisazione è tuttavia fondamentale per amor di verità: non esiste alcun ritorno «ai vecchi metodi» così come descritto nell’articolo. L’eliminazione delle stampanti Urmet non farà certo ripiombare le Ferrovie dello Stato nel passato e non è neppure il presupposto - come è stato scritto - per la riassunzione di personale. Anzi. Come ormai tutti sanno, oggi la tecnologia web permette di mantenere vantaggi di produttività e soluzioni molto più pratiche, come l’invio delle comunicazioni direttamente sul palmare o la stampa di documenti da remoto. Infine, una annotazione: Trenitalia non è il nuovo nome delle Fs, come erroneamente scritto nell’articolo («Le Fs, oggi Trenitalia...»), bensì la società di trasporto del Gruppo Fs, il quale raccoglie sotto di sé molte altre società, ognuna delle quali con un suo preciso core business. Per citarne solo alcune: Rfi, la società dell’Infrastruttura, Italferr, la società d’Ingegneria, Grandi Stazioni e Cento Stazioni.
Federico Fabretti
Direttore Centrale Relazione con i Media e Redazione di Gruppo

Grazie della precisazione.
Berlusconi, Di Pietro

e il turpiloquio
Un lettore sulla Stampa del 30 giugno sostiene che le espressioni colorite che Di Pietro usa riferendosi al presidente del Consiglio, rappresentano quanto molti italiani pensano di Berlusconi e prosegue elencando le espressioni colorite che il presidente del Consiglio avrebbe usato da quando è sceso in campo contro i suoi avversari politici, con ciò giustificando il comportamento dell’ex magistrato di Mani Pulite e assolvendolo dal turpiloquio. Parimenti si potrebbe, allora, affermare che, tanto per usare un’espressione colorita, Di Pietro sia un imbecille perché questo è quanto pensano di lui molti italiani, senza, però, considerare che se tutti propagassero ai quattro venti quello che pensano avvocati e procure avrebbero il loro bel da fare.
Enzo Todaro - Canton Ticino

Mi dissocio dal turpiloquio. Non siamo mica dei Veronesi, noi.
Per aiutare Di Pietro

ci sarà «toga amica»
L’onorevole Ghedini ha preannunciato querela per diffamazione nei confronti di Di Pietro per le sue offensive dichiarazioni sul presidente Berlusconi. Mi chiedo che speranza ha di vincere la causa se a decidere sono i compagni/amici di Di Pietro.

Pochissime, è ovvio.
Il disco rotto

di Veltroni
Ad ogni mosca che vola, ormai, dobbiamo sentire il fastidioso disco che ripete le parole di Veltroni: «il dialogo con la maggioranza è terminato»; evidentemente tale musica è gradita al leader del Pd se ce la propina in continuazione, offendendo tutti gli elettori che solo pochi mesi fa hanno voluto premiare Berlusconi: a mio parere il comportamento dell’opposizione è gravissimo, primo perché ha costruito un governo ombra e non una maggioranza responsabile; secondo perché invita solo dopo pochi mesi dalle elezioni a scendere in piazza, segno evidente che democrazia, serietà e correttezza non le conoscono nemmeno.
Lettera firmata e-mail

Disco sempre più rotto. E rosso (come i suoi bilanci).
Tutto aumenta,

la giustizia non paga
Il primo luglio sono scattati gli ennesimi aumenti di luce e gas. Naturalmente ciò comporterà ulteriori aumenti su tutti i generi di consumo. Ma la nostra Giustizia che riesce a far processi a tutto e a tutti, salvo poi farli decadere per svariati motivi, non potrebbe farne uno solo, magari, ma portarlo a termine e affibbiare l’ergastolo a quei bischeri fra Verdi, ambientalisti, ecologisti e fra quei giornalisti che li hanno sostenuti, per danneggiamenti gravi al popolo italiano: per aver impedito l’adozione del nucleare energetico? La nostra magistratura, piuttosto chiacchierata, per usare un puro eufemismo, ne ricaverebbe senza dubbio riscatto e immediato prestigio, mentre noi, poveri tartassati, spremuti e beffati, potremmo avere almeno la magra consolazione di saperli al sicuro dall’ira popolare, e nell’impossibilità assoluta di far ulteriori gravissimi danni al nostro Paese.
Lettera firmata - Genova

Non confondiamo: i verdi sono già stati processati dalla storia e dagli elettori. Ora chiedono scusa per l’errore (Chicco Testa) e stanno fuori dal Parlamento. Ci è voluto un po’, ma giustizia è stata fatta, senza bisogno di invocare sempre i magistrati. Non siamo mica dei Travagli, noi.
Il Csm e il rispetto

della Costituzione
Condivido in pieno il contenuto dell’articolo a firma Mauro Mellini. Berlusconi ha miliardi di ragioni per dire ciò che dice. Non se ne può proprio più. Questi signori che hanno occupato posizioni di potere, che non sono loro costituzionalmente riconosciute, la devono smettere una volta per tutte. Se il presidente della Repubblica non se la sente di preservare, com’è suo preciso dovere, nel rispetto del dettato costituzionale, intervengano energicamente i presidenti di Camera e Senato. L’articolo 105 della Costituzione fissa tassativamente gli ambiti nei quali può e deve operare il Csm.
Gioacchino Gambatesa e-mail

Lo ha ricordato anche il presidente Napolitano. Ha visto?
Sul caso

Forleo
Nell’assolvere Clementina Forleo, il Csm ha platealmente sconfessato l’austero Procuratore Generale della Cassazione, il quale invece ne aveva chiesto la condanna (censura e trasferimento d’ufficio) con l’accusa di «abnorme comportamento»: già indagava su Unipol e Coop rossa, in più aveva sconsideratamente richiesto di poter utilizzare alcune intercettazioni telefoniche che coinvolgevano parlamentari sacri alla sinistra. La gip Forleo potrà ora continuare l’inchiesta e ottenere quanto a suo tempo richiesto? E il Pg di Cassazione continuerà a essere considerato autorevole?
Giovanni Volpi - Milano

Mah