«I romani pagheranno le spese di Veltroni»

Sulla questione Ama interviene anche Francesco Storace, segretario nazionale e capogruppo in Campidoglio della Destra. Che è molto critico con la vecchia amministrazione, ma anche con quella Alemanno. «Credo che sia molto bello fare il sindaco di Roma - scrive Storace sul suo blog -. E si vede che, giustamente, ad Alemanno piace. Un tempo era federale, ora ha scoperto la virtù del federalismo. Che, se abbiamo capito bene, serve a far pagare agli altri le spese proprie. Anche se, in questo caso, si tratta di quelle di Veltroni». E veniamo all’Ama. «Mercoledì prossimo arriva in Consiglio comunale un pacchetto deliberativo che volatilizza un mucchio di svariate decine di milioni di euro dei cittadini romani, che saranno ripianati dai quattrini messi a disposizione dal governo per la Capitale, per ripianare debiti e ricapitalizzare il patrimonio aziendale prossimo allo zero». Storace ricorda che «Alemanno ha fatto approvare dalla sua Giunta una delibera che dà 20 milioni di anticipazioni di cassa (ovvero paga Pantalone) sul bilancio di quest’anno» e fa la cronologia recente dei trasferimenti a beneficio dell’Ama: a gennaio fu la giunta Veltroni ad anticipare altri 100 milioni all’azienda, che vennero materialmente trasferiti tra febbraio e giugno in tre tranche. Poi ad agosto la giunta Alemanno ha deliberato un’ulteriore variazione di bilancio per altri 50 milioni di anticipazione di cassa, erogate in tre tranche fino a ottobre. Nel frattempo, il Comune ha presentato al governo il piano di rientro, di cui ancora non si conosce l’esito. «Nel piano - scrive Storace - si prevede una spesa di 61 milioni di euro per la ricapitalizzazione dell’Ama, che sommata a un buco di 158 milioni per prestazioni rese e non pagate fa salire il costo dell’azienda di ulteriori 220 milioni di euro. A questo punto non si capisce che cosa accadrà con i soldi che devono arrivare dal Governo. Si sostiene che, comunque, i 150 milioni già sborsati quest’anno saranno recuperati con i soldi che verranno dal piano di rientro (a carico dei cittadini) e comunque si anticipano ora altri 20 milioni. Insomma, totale anticipazioni 2008, 170 milioni, ricapitalizzazione 61 milioni, totale 230 milioni. Ma non c’è uno straccio di relazione che giustifichi questa corsa alla spesa, non c’è traccia di programmazione economica e finanziaria».
«Attualmente - riepiloga Storace - il capitale sociale di Ama è di 70 milioni di euro. Il bilancio 2007 si è chiuso con quasi 36 milioni di euro di passività. La riduzione a 25 milioni di euro del patrimonio netto comporta, secondo il codice civile, la consegna dei libri contabili in tribunale. A settembre si scopre un’ulteriore perdita di 17 milioni di euro, con il capitale che scende a 8 milioni di euro. Da 70. A novembre il patrimonio scende a un milione di euro... Prima di ricapitalizzare con altri 61 milioni di euro dei cittadini romani, possiamo saperne di più? Ama chiede anche la rideterminazione della Ta.Ri. Pagano sempre i cittadini? Si scrive nella delibera.... Cresce l’indebitamento verso le banche dal 2003 a oggi. Peggiorano i debiti verso i fornitori. Peggiora anche il servizio. Non si incassano i crediti. E noi ancora a buttare soldi? Quali garanzie offriamo alla comunità romana? Ma glielo avete detto a Tremonti e a Brunetta che cosa hanno combinato questi scialacquatori? E quali garanzie avete offerto al Governo per evitare le litanie su Roma ladrona?».