I romanisti: «Champions? Ci crediamo»

da Milano

La Roma, nonostante una stagione più che positiva, condita dal record assoluto di vittorie consecutive nel nostro campionato (ben undici), non è riuscita a raggiungere l’obiettivo Champions League. Almeno non sul campo. Ma, si sa, oggi, soprattutto oggi, il campo conta fino a un certo punto. Le partite giudiziarie sono alle porte e saranno quelle a emettere i verdetti definitivi. Alla Roma lo sanno e chiedono chiarezza e giustizia. «I pm di Napoli - dice Spalletti - hanno detto che sono state coinvolte anche persone estranee ai fatti, quindi credo si debba aspettare. Comunque, se dovesse emergere che ci è stato tolto qualcosa, lo rivorremmo indietro e lo chiederemmo con forza».
Dello stesso tenore le dichiarazioni dei giocatori giallorossi, con in testa capitan Tommasi. «Alla Champions crediamo. Con quello che è successo, non si può sapere come andrà a finire. Nel calcio c’è bisogno di trasparenza e chiarezza e io sono ottimista, credo che la maggior parte dell’ambiente le desideri e le cerchi». Gli fa eco Perrotta. «Oggi in campo - commenta - il clima era diverso. Per tutta la settimana abbiamo avuto la testa a quello che sta succedendo. Fa rabbia, perché a volte pensi di aver perso contro una squadra più forte di te e poi vieni a sapere che il risultato era già stato deciso altrove. È una situazione delicata, ma devono pagare tutti i responsabili».
Spalletti, per cercare di tornare al calcio, quello vero, parla anche di Totti e delle sue condizioni fisiche in prospettiva azzurra e tranquillizza il ct Lippi, ieri presente a San Siro. «Francesco me l’aspettavo così, è chiaro che gli manca ancora il ritmo partita».