I Ronaldinho boys temono il Diavolo «È il rivale peggiore»

Maragall, premier catalano: «Sarà la seconda sconfitta di Berlusconi dopo le elezioni»

Riccardo Signori

nostro inviato a Barcellona

Guarda gli italiani. E sgrana gli occhi. Come a dire: «Ma siete matti?». Frank Rijkaard ora parla la nostra lingua con minor proprietà, ma evidentemente non finisce di stupirsi davanti alle domande nostre. Gli chiedono: «Il Milan ha un grande attacco e una difesa modesta, meglio così per il Barcellona?». «Il Milan una difesa modesta?», replica lui forse rimasto ai tempi suoi, quando infilarsi là dietro era come finire in una cortina di ferro per chiunque. No, Rijkaard e il Barcellona non credono a quel che dicono le storie di questa stagione. «La difesa del Milan sta facendo un ottimo lavoro, l’ho vista contro il Lione. Dovremo prepararci per giocare due grandi partite. Il Milan è squadra di categoria superiore da molti anni».
E il Barcellona delle stelle filanti si sta ricreando la credibilità di una squadra che faccia epoca. Quello con il Milan sarà il duello del secolo, comincia ad intonare il tam tam catalano. Seppur, soggiungono presi da pudore, sia un secolo appena nato. Esagerazioni di gente orgogliosa di godersi il calcio caviale e champagne della «coppia di punte migliore del mondo». E non vanno molto lontani dal vero, anche se le ultime partite hanno dimostrato che, pur con due sputafuoco come Ronaldinho e il diavolo camerunense Eto’o, si può restare a secco. Ma questo è il Barcellona che tremar il mondo farà, pensano in uno spicchio di Spagna e in buona parte dell’Europa. Aprile, inteso come mese, dirà molto, se non tutto: sette partite, compresa quella giocata mercoledì contro il Benfica, per raccogliere il tanto, prima di imbarcarsi per la finale di Parigi. Bastano dieci punti per vincere il campionato e l’appuntamento è fissato per il 30 aprile contro il Cadice. Due partite per la finale di Champions. «Ma contro il Milan sarà molto dura», dicono Eto’o e il resto della compagnia. Anzi il diavolo nero soggiunge. «Brutto cliente Shevchenko, uno che ha sempre la testa fredda». Ronaldinho è andato oltre: «Il Milan è il più forte avversario che ci poteva capitare». Ma qui finiscono i complimenti. La sfida comincia a farsi meno diplomatica quando scende in campo la politica. Pasqual Maragall, socialista capo del governo regionale catalano, ha chiarito senza dubbi: «La semifinale tra Barcellona e Milan sarà la seconda sconfitta di Berlusconi, dopo quella alle elezioni». E senza badare ai doveri di ospitalità, ha concluso: «Spero che quella del Milan sia l’ultima sconfitta di Berlusconi e che lui non si presenti più». A questo punto difficile che Berlusconi si presenti soprattutto a Barcellona il 26 aprile, quando appunto si giocherà la partita di ritorno.
Sarà la nona volta che il Barcellona giocherà una semifinale di coppa dei Campioni e per la prima volta incrocerà una squadra italiana, mentre per Rijkaard sarà la prima da allenatore. Il destino vuole che gli tocchi proprio contro il Milan. «Una squadra nella quale ho giocato e contro cui ho giocato altre volte, anche da tecnico. Per me sarà solo una partita in più». Sottintendendo: per gli altri no. Per il suo nuovo calcio Paradiso sarà tutt’altra storia, soprattutto se la squadra potrà giocare con il trio delle meraviglie: Ronaldinho, Eto’o e Messi, quello che Menotti garantisce non essere il nuovo Maradona in contrapposizione alla rivista dell’Uefa che così lo ha eletto. L’ex tecnico della nazionale argentina, il Flaco di lontana memoria, ha spiegato che Messi è un ottimo giocatore. «Abile e potente, ma non possiamo dire di ogni talento argentino: questo è il nuovo Maradona».
Rijkaard certo non si è posto tal quesito esistenzial calcistico, ma conta molto sul recupero, dopo l’infortunio subito un mese fa contro il Chelsea. Dicono le statistiche della Liga che il trio ha messo a segno 43 gol (Ronaldinho 15, Eto’o 22 e Messi 6) contro i 69 totali realizzati dalla squadra. Però l’assenza di Messi incide mica poco: da quando non c’è, il Barcellona ha realizzato solo nove gol, con ugual numero di vittorie e pareggi. Pur avendo nello svedese Larsson, una riserva di tutto rispetto (9 reti).
L’ultimo Barcellona segna poco, ma in casa resta una bella macchina da gol. Molto più inquietante la difesa dove tien botta Puyol. Invece il Barça continua ad esser squadra solida ed equilibrata a centrocampo dove Deco (squalificato per San Siro) è l’eterno talentino, Van Bommel, Iniesta, Xavi, gente ad alta affidabilità. Se poi davanti a un Villarreal qualsiasi sia capace di fermarsi o meno, lo dimostrerà alla vigilia di Pasqua, quando il Milan giocherà il derby. Quasi che il pallone si voglia divertire ancor prima della sfida del secolo.