I rwandesi fotografano se stessi

Il Rwanda si fotografa. Nasce da un’esperienza personale la mostra fotografica («Seka...sorridi...cheese!») che si terrà presso la Casa del Cinema fino al 4 aprile. La curatrice della rassegna, Stefania Letta, è una giovane studentessa all’ultimo anno di Giurisprudenza, che l’anno scorso ha deciso di trascorrere tre mesi in Rwanda nel centro Abaterambere gestito dall’associazione italiana Granello di Senape in collaborazione con la Caritas tedesca, per vivere e conoscere in prima persona la realtà di un Paese africano vittima del più grande genocidio della storia avvenuto nel 1994. Sono quaranta ragazzi di strada i protagonisti e allo stesso tempo gli autori delle fotografie esposte. Questa mostra, infatti, che vuole essere il primo passo per la raccolta di fondi finalizzata alla costruzione di una casa famiglia per ragazzi disabili, è il risultato di un esperimento nato come un gioco per riempire i giorni di vacanza dalla scuola e dal lavoro dei bambini del centro: ad ogni ragazzo di strada è stata consegnata una piccola macchina fotografica usa e getta, con la quale hanno potuto catturare un frammento delle loro vite, una smorfia dei loro compagni, un sorriso.