I saldi anticipati spostano di una settimana il regalo di Natale

Saldi anticipati, Natale ritardato. Sembra una filastrocca senza neanche troppo senso, ma pare sia il ritratto della crisi economica che stiamo vivendo più o meno tutti. E la prova la darebbe un recente sondaggio del Codici su un campione di 2000 famiglie romane. Bene, il 72 per cento degli intervistati ha dichiarato di attendere la data di partenza dei saldi, il 2 gennaio, per acquistare i regali di Natale. Sotto l’albero, quest’anno, c’è dunque una confezione di santa pazienza per l’attesa. Dal 2 gennaio, prevedibile apocalisse in centro storico e nei mega centri commerciali, le famiglie spenderanno in media 240 euro per abiti in saldo.
«Ma è chiaro che si tratta di una cifra approssimativa - sostiene il segretario nazionale del Codici Ivano Giacomelli - soprattutto perché le famiglie con più figli a carico, dovranno accontentare tutti con maggiori costi. Così per una famiglia con due figli, se calcoliamo una spesa media di 100 euro a figlio e vi aggiungiamo qualche spesa in più per i genitori, le cifre aumentano sino a 350 euro».
Ma con i saldi arriva anche il pericolo truffa. «In questo contesto è necessario che il consumatore faccia molta attenzione ai suoi acquisti - aggiunge Giacomelli -. In particolare quando si tratta di merce griffata che nonostante gli sconti, ha un costo importante. Ricordiamo che le normative vigenti in tutela dei consumatori impongono la piena trasparenza e completezza delle informazioni in modo che tutti i consumatori possano acquistare avendo la piena consapevolezza del prezzo del capo prescelto». Queste sarebbero le regole: la merce in saldo deve essere tenuta separata fisicamente da quella venduta a prezzo pieno; sul cartellino devono essere obbligatoriamente indicati il vecchio prezzo, la percentuale di sconto e il prezzo scontato; il consumatore ha diritto di provare i capi, esclusa la biancheria intima. «Conservate lo scontrino, perché costituisce prova di acquisto che obbliga il negoziante a sostituire o a riparare la merce difettosa o non conforme, anche in presenza di cartelli con la dicitura che i capi in svendita non si possono cambiare - conclude il segretario del Codici -.Inoltre, invitiamo i consumatori a spendere con parsimonia e a fare attenzione alla merce acquistata e a rivolgersi alle associazioni dei consumatori per segnalare truffe».
Nella capitale i saldi continueranno fino al 15 febbraio. Da un recente sondaggio Format-Confcommercio è risultato che «l’87,2% dei commercianti intervistati è favorevole a una data unica di inizio dei saldi. Ma se ci sono forti consensi per un inizio unificato dei saldi in tutta Italia non risulta lo stesso sul tema liberalizzazione: lo stesso sondaggio pone al campione di intervistati l’interrogativo se sono o meno favorevoli ai saldi liberi: le risposte dicono che il 70% degli imprenditori del commercio non sono d’accordo con una totale liberalizzazione dei saldi.