I saldi non fanno il boom. Bene Savona, male Nervi e Sestri

Savona la provincia che ha fatto più affari, Nervi e Sestri Ponente le delegazioni che hanno reso di meno. Dopo le prime due settimane di saldi estivi è tempo per i primi bilanci stimati dal centro studi di Confesercenti Liguria. Va meglio rispetto al 2010 che fu molto negativo per gli esercenti liguri, ma ancora non si nota quella ripresa dei consumi che forse ci si attendeva. Al di là delle cifre, diverse a seconda delle zone, il dato comune segnalato dalla Spezia a Ventimiglia riguarda le scelte fatte dai consumatori che si sono orientate su una vasta gamma di prodotti anziché su una fascia di prezzo specifica.
Delle quattro province liguri a farla da padrone è stata Savona che percentualmente è quella che ha venduto di più rispetto all’anno scorso facendo segnare un giro d’affari del 10 per cento superiore al 2010. Partenza positiva anche per Imperia dove, secondo Confesercenti, a stimolare gli acquisiti sono state soprattutto le tante iniziative organizzate dai Centri integrati di Via del territorio. Sugli stessi livelli di un anno fa la provincia della Spezia.
Genova ha fatto registrare vendite sullo stesso trend dell’anno passato e, scorporando il dato tra le varie zone del capoluogo ligure, si registra un aumento lieve delle vendite (pari al 5 per cento) nel quartiere di Struppa, mentre a Sestri Ponente e Nervi le vendite sono state inferiori rispetto all’estate scorsa. Le performance di vendita migliori si sono registrate nel corso della prima settimane di vendite scontate, mentre già a partire dalla seconda si è venduto di meno. «I consumatori sono attenti ed interessati, sanno riconoscere la qualità e hanno le idee chiare sul prodotto desiderato - commenta Enrico Malvasi, presidente Fismo- Confesercenti Liguria -. Più del prezzo a fare la differenza sono la bontà del prodotto e la riconoscibilità del marchio».