I salti di Don Grilli sulla storia di Siri

(...) nella pastorale dei vescovi Costa e Guano e poi dei vari Balletto, Farinella, Gallo, circolo Piccapietra, cattolici «di sinistra» e «no global». Parlai di chiesa divisa in città divisa. Sulla moschea, il dialogo ecumenico e interreligioso, le dichiarazioni mondane del cardinale su sport, ospedali e cucine, avevo già molte volte tentato di richiamare clero e laici cattolici alla serietà della fedeltà a Cristo e al suo regno soprannaturale che non è di questo mondo. Di tutti i contenuti della divisione don Grilli non ritiene di informare i suoi lettori, com'è suo dovere di giustizia e di carità nei miei confronti. Il debito rimane non rimesso... Il lungo silenzio che ha coperto in questi anni i nostri lamenti rimane scritto nel libro della coscienza presente al Signore. Ma oltre alla grave lacuna di contenuti il lettore è indotto a non rilevare la nostra continua e pubblica revisione degli errori e dei peccati commessi nei confronti del tradizionalismo di Siri, che pur nelle sue angustie conteneva sincere ammonizioni preventive del crollo morale e spirituale del dissenso postconciliare. Ma il linguaggio usato da don Grilli contiene pericoli gravi per la fede. Egli dice «chiesa» intendendo solo i preti nella gerarchia. Poi parla di «fraternità sacerdotale» che va al di là delle diverse «interpretazioni pastorali». Noi laici diventiamo «il laicato» con il quale la fraternità sacerdotale e gerarchica ha questo rapporto: ci «coinvolge e apprezza». Egli parla di sacerdoti per dire preti o vescovi mentre secondo al Sacra Scrittura e il Concilio, la Scrittura, anche i laici cristiani sono sacerdoti, profeti e re in Cristo, anche se non sono preti. Don Grilli dice che non hanno, i preti, tempo per studiare e per «discordie intellettuali». Ma per che cosa hanno tempo i preti lo vediamo di continuo, occupandosi di tutto fuorché della vita e formazione spirituale: sport, tempo libero, turismo, spettacoli, edilizia sacra e profana, cappellanie spurie di ogni genere, dialoghi e cerimonie ecumeniche e interreligiose senza appello di conversione. Mondo, mondo, mondo, caro don Grilli. Altro che «poco tempo per studiare». Lei non ha mai usato la parola Gesù nel suo discorso di condanna dei miei interventi e i suoi lettori non sanno che a Gesù e al suo vivo e presente pensiero e amore è diretto la mia obbedienza e non a voi che di lui vi dimenticate nelle vostre «diverse interpretazioni pastorali.. A chi obbedite se non ritrovate Cristo nei suoi servitori o ministri? Noi laici cristiani vogliamo accogliere il vostro servizio se ci conduce a Cristo e non al dominio di caste di potere simoniaco e mondano.. Quanto al direttore de il Giornale lei dovrebbe sapere che a differenza de Il cittadino accoglie discussioni di ogni genere per spirito liberale in una città di culture settarie e protette. Io non sono schierato a destra o a sinistra (pur in coerenza con la mia politica evangelica) ma cerco di contribuire con lo studio al bene comune. Egli va ringraziato nella città divisa e culturalmente bloccata per questa libertà che altri quotidiani genovesi non concedono senza condizioni. Che frenano le libere coscienze intellettuali.