I sauditi chiedono al britannico Norman Foster di ridisegnare la Mecca

Un progetto non ancora ufficiale per ampliare il luogo santo del pellegrinaggio islamico sarebbe stato affidato dal sovrano di Riad ad alcuni celebri architetti stranieri e non musulmani. E nel regno si è aperta la polemica<br />

Non c’è nulla di ufficiale ma in Arabia Saudita si è già aperta la polemica. Il sovrano saudita Abdullah bin Abdul Aziz, il custode delle due sacre moschee, vuole ristrutturare la Mecca e Medina, luoghi del santo pellegrinaggio, uno dei cinque pilastri dell’islam. E ha deciso di dare in mano l’imponente e ambizioso progetto ad architetti di fama mondiale: Norman Foster e Zaha Hadid. Ma nessuno dei due è saudita e Foster non è neppure musulmano e, fanno notare dall’Arabia Saudita, il perimetro della Mecca non è accessibile ai non islamici. Oltre a Foster e Hadid, sarebbero stati chiamati altri ingegneri e costruttori stranieri. Secondo il Times di Londra, la questione potrebbe aprire dibattiti e polemiche.

The Architects’ Journal, rivista londinese, ha rivelato per primo il progetto, finora rimasto top secret. Prevede un’estensione della moschea centrale Haram e la costruzione di nuovi grattacieli attorno. In questi giorni, almeno tre milioni di musulmani, come ogni anno, si sono riversati sulla città santa per il pellegrinaggio, uno dei cinque pilastri sacri dell’islam. Ogni anno, a causa dell’altissimo numero di pellegrini, si verificano incidenti spesso tragici. Nel 1990, 1.426 persone sono state uccise, schiacciate dalla folla, 251 nel 2004, 363 nel 2006. Sono 100mila gli agenti sauditi che si occupano ogni anno della sicurezza durante il pellegrinaggio. Per questo la casa reale vorrebbe ampliare il perimetro della moschea, attualmente di 356.800 metri quadrati. Il progetto vuole aumentare la capienza dell’edifico sacro portandola da 900mila a 1,5 milioni prima per poi arrivare in un secondo momento a 3 milioni di persone.

Secondo la Saudi British Bank, tra più grandi istituti di credito del regno, l’Arabia Saudita investirà da qui al 2012 per la ricostruzione oltre 15 milioni di sterline. Ma restano le critiche, soprattutto per l’affidamento del progetto a “stranieri” e non musulmani. Per Sami Angawi, esperto saudita di architettura islamica alla Mecca e Medina che ha parlato al Times, “non è possibile ridisegnare questo luogo senza un sentimento e una conoscenza profondi dello stesso”.