I secchioni di Hollywood ora contestano gli studios

New YorkLa storia di Hollywood si avvicina al primo centenario. Nonostante tutto il tempo trascorso, i grandi dirigenti degli studios credono che gli attori debbano recitare e basta, senza avere voce in capitolo, senza fare altro lavoro nell vita, perché tanto sono solo belli e ignoranti. Ma ecco che la nuova generazione si ribella e mentre la creatività di Hollywood va alla malora (all’orizzonte si prospetta un’ondata di rifacimenti) i giovani divi chiedono di essere ascoltati. E gli studios? Scuotono la testa: il luogo comune vuole che abbiano rincorso la chimera della fama tra palestre, fissazioni dal sapore religioso, tatuaggi, multipli divorzi, super diete e allergie ai libri ed agli studi. Perché affidare loro potere decisionale? Certo, alcuni sono diventati opinion-maker, sono talvolta persino eletti ambasciatori delle Nazioni Unite o hanno successo in politica, ma con poco quoziente d’intelligenza. Il braccio di ferro, a detta dei media americani, si sta trasformando in una vera e propria guerra anche perché tra le star ci sono fior di secchioni con dottorati e lauree conseguite dalle più difficili università americane.
In cima alla classifica c’è Dolph Lundgren, l’attore, regista ed esperto di arti marziale svedese che sta per tornare sullo schermo con il sequel The Expendables 2. Prima della svolta, che arrivò nel 1985, quando interpretò la parte dell’imponente pugile russo in Rocky IV, Lundgren si era diplomato al Royal Institute of Technology della capitale svedese; aveva ottenuto una borsa di studio per la Washington University e per la Clemson University; aveva conseguito un master in ingegneria chimica all’università di Sidney; e si era iscritto al prestigioso Mit di Boston con una borsa di studio Fullbright, offerta solo ai geni.
Soprattutto Harvard ha collezionato celebrità femminili. In testa alla lista l’italo-americana Mira Sorvino (laureata magna cum laude in studi orientali e poi iscrittasi all’Università di Pechino dove ha imparato perfettamente il cinese). Segue Natalie Portaman, laureata in psicologia prima di studiare a Gerusalemme e imparare alla perfezione l’ebraico, il giapponese e il francese. Ad Harvard la Portman era stata «scoperta» dal professore di giurisprudenza e famosissimo avvocato Alan Dershowitz, che ne ha fatto uno dei suoi migliori assistenti. Elisabeth Shue ci ha messo qualche anno in più ma alla fine si è laureata anche lei, nel 2000, prima di lanciarsi nel cinema e ottenere una nomination agli Oscar quale miglior protagonista femminile per il film Leaving Las Vegas. Tatyana Ali, la piccola Ashley nel Principe di Bel-Air, si è laureata in scienze politiche e Rashida Jones, figlia di Quincey Jones e attrice di The Social Network, ha scelto la laurea in Religione e Filosofia.
La newyorchese Columbia University annovera poi Amanda Peet, che aveva anche studiato in seminario; Maggie Gyllenhaal, candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in Crazy Horse che si è laureata in religioni orientali ed è una buddista e Famke Janssen (attrice di un film su James Bond e alcune serie televisive come Melrose Place, Ally Mcbeal e Nip/Tuck) laureata in letteratura.
Oxford ha messo la laurea in mano a Hugh Grant, complimentandosi per i massimi voti ottenuti alla facoltà di letteratura e ha insegnato il francese, il russo ed il tedesco all’interprete di film sui vampiri Kate Beckinsale. Un altro vampiro col dottorato? Kevin Grevioux, un ex microbiologo con un’esperienza e un dottorato nel campo dell’ingegneria genetica: ha basato Underworld sugli elementi scientifici delle mutazioni virali.
Il bellone Ashton Kutcher aveva studiato ingegneria biochimica all’Università dello Iowa, per cercare una cura che salvasse la vita di suo fratello. James Franco si è laureato a pieni voti in Scrittura creativa alla celebre Ucla University.
E chissà se Hollywood accetterà i consigli del Dottor Victoria Zdrok, che vuole lasciare Playboy e Penthouse per entrare nel cinema. La coniglietta vanta un’incredibile laurea cum laude a soli 18 anni (non ha mai dovuto fare il liceo tant’era geniale), un master in legge e un dottorato in psicologia, con una tesi che a Hollywood servirebbe: psicologia del sesso.