I segreti dei vip fra tavolate e cene d’affari

Andrea Indini

Francesco Trapani, amministratore delegato di Bulgari, vola almeno una volta al mese in Giappone. La sua passione? Il kobe beef, una carne particolare che proviene da mucche allevate con musica classica e birra e seguite da psicologi. Sandro Bondi parla di «superstizione». Racconta - divertito - che, una volta, era stato invitato a pranzo da Berlusconi, «all’ultimo momento e con una certa fretta». Nonostate avesse già mangiato, si precipitò. Il motivo? Gli invitati erano in 13.
Se vuoi chiedere qualcosa, chiedilo a tavola. Così dice un antico proverbio cinese. E così spiega anche Il potere a tavola. Intrighi e retroscena in economia politica, l’affascinante e arguto libro scritto da Laura Della Pasqua e presentato ieri in Assolombarda. «È un libro molto intelligente e, allo stesso tempo, divertente - spiega Maurizio Belpietro, direttore de Il Giornale -. Leggendolo si scoprono aneddoti interessanti e gustosi, appunto». Nuove alleanze, affari conclusi, partiti che saltano. Della Pasqua raccoglie, in un linguaggio asciutto, le confidenze di una cinquantina di nomi noti dell’economia e della politica. «La tavola - spiega Edoardo Garrone, presidente della Erg - non è finalizzata a fare affari. Crea piuttosto solidissime relazioni che si concludono poi in rapporti importanti». Tra le tante, una cena tra l’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, e i vicepresidenti, Emma Mercegaglia e Andrea Mondello, per sostituire il direttore del Sole 24 Ore. Un ristorantino fuori mano a Roma e cinque ore di trattative. L’aneddoto più divertente è, forse, quello di Andrea Pininfarina. «Nel ’93 mi trovavo in una cittadella della Manciuria per firmare un accordo da 10 milioni di dollari. Al termine di ogni portata mi facevano bere un liquore dolciastro». Finita la cena, al momento di firmare il contratto, Pininfarina, nonostante lo avessero fatto bere molto, si accorse che la cifra era stata abbassata - volontariamente - a un milione. «Ci avevano provato».