I segreti delle sue avventure raccolti in un «Trattato»

Funambolo e artista di strada, Petit è anche il protagonista del documentario «Man on wire», dedicato alla sua impresa più famosa: la traversata fra le Torri gemelle, compiuta nell’agosto del 1974 a New York. Centinaia di persone lo osservano ammirate da terra: dopo aver camminato per 45 minuti fra i grattacieli Petit viene arrestato. Ma ormai è una celebrità, tanto che si trasferisce nella Grande mela. Trentacinque anni dopo quell’impresa, rievocata appunto in «Man on wire», ha vinto l’Oscar come miglior documentario. È per questo motivo che la casa editrice Ponte alle Grazie ha deciso di ripubblicare in Italia il «Trattato di funambolismo» (pagg.126, euro 12,50), l’opera che Petit scrisse da giovane e che rappresenta il primo compendio del genere sulla sua arte sempre in bilico sul filo, con la sola compagnia del bilanciere (e rigorosamente senza rete di protezione). Petit ha raccontato l’impresa delle Torri anche nel libro «Toccare le nuvole», pubblicato in italiano da Tea.