I segreti di un’impresa di famiglia che non sente il tempo della crisi

In tempi di crisi, proprio mentre i giganti dell'economia mostrano al mondo i loro piedi di argilla, è giusto riportare l'attenzione dalle logiche degli algoritmi finanziari al pragmatismo delle idee imprenditoriali vincenti. Un parterre degno degli eventi mondani ha assistito venerdì pomeriggio presso il Teatro comunale Chiabrera di Savona alla presentazione del libro sul centenario della Noberasco spa, azienda che da un secolo opera sulla scena italiana ed europea. La storia di chi, nonostante tutto, ce la fa. Con 63 milioni di euro di fatturato nel 2008, leggermente al di sotto delle previsioni ma con un incremento del 2 per cento rispetto al 2007, da una città di provincia come Albenga è diventata un vero colosso nel settore della conservazione e commercializzazione della frutta secca: leader assoluto all'interno del nostro Paese e uno dei principali attori nel mercato internazionale. Un risultato di prestigio per un'azienda che è inscindibile dalla famiglia che da ormai quattro generazioni ne costituisce la vera linfa vitale. Da quando nel 1908 Benedetto Noberasco ha intrapreso un percorso, eredità raccolta e portata avanti con profitto dal figlio Pier Luigi e quindi dalla terza generazione composta da Marina, Gian Benedetto, Pier Luigi jr. e Gabriele.
In occasione del centenario, la famiglia Noberasco ha deciso di mettere da parte la consueta riservatezza per dare alle stampe il libro «Noberasco. Cent'anni compiuti», scritto da Giuliano Galletta, giornalista che ha curato questa affascinante edizione, e Carlo Vannicola, docente di Disegno industriale all'Università di Genova. Il volume, suddiviso in due parti, ripercorre la vita della Noberasco spa a ritroso: partendo dagli ultimi trent'anni (1978-2008) e raccontando poi nella seconda parte gli esordi e i primi decenni di attività. Accanto al percorso storico-aziendale, gli autori ricostruiscono anche la storia di una società italiana che cambia.
Sono le parole di Gian Benedetto Noberasco a svelarci il segreto di tanto successo: «Mio nonno Benedetto ci ha tramandato quattro principi da cui non abbiamo mai derogato: onestà, serietà, rapporto con i collaboratori e tanta umiltà».