I segreti di una passeggiata al Righi

Francesca Camponero

Strana città Genova, dove si può scegliere se passare una giornata al mare o ai monti senza che la scelta di una delle due mete sia svantaggiosa per l’altra. Allora ci si dice «perché no?» ad una passeggiata fino al Righi.
Da Salita inferiore Sant’Anna comincia un percorso in salita tra stradine in pietra, scale e scalette, che sembrano portare in un altro mondo, molto indietro nel tempo. Salita Bachernia, che inizia dalla meraviglosa piazzetta Sant’Anna dove i frati fanno ancora i medicinali e la cioccolata con le loro mani, conduce fino allo spiazzo di via Domenico Chiodo e poi ancora più su, fino a Mura delle Chiappe. Viene da chiedersi quanti siano i genovesi che conoscono questi luoghi nascosti della città, che costituiscono davvero un patrimonio urbanistico che risale addirittura al Medioevo.
Mura e Forti che percorrono i sentieri boscosi fino a via del Peralto immergono veramente in un’altra epoca. Qui tutto è rimasto intatto se non fosse per qualche brutta discarica che fa mostra di sé presentando tra il verde frigoriferi, reti arrugginite e sanitari vari, e che fa immediatamente rientrare in una realtà che si vorrebbe non fosse. Poche le persone che si incontrano «nella strada del bosco», solo qualche ciclista che scende in mountain-bike, o qualche anziano che porta a spasso il cane. Un vero peccato per chi si perde questo paradiso terrestre.
Forte Sperone è il primo dei forti che si incontrano, gli altri fanno da splendido fondale come in un quadro del ’600, ed anche la meta ultima prefissata per questa passeggiata. Ripercorrere il tutto indietro è ancora più bello, non solo perché in discesa, quindi meno faticoso, ma perché il panorama offerto è quello di tutto il Golfo di Genova visto dall’alto, da Nervi a Voltri. Le campane delle chiese circostanti si fanno sentire a segnalare che è arrivato mezzogiorno, da qualche finestra esce il profumo di «ö tocco», il tipico sugo alla genovese. Anche se ci si sente contenti di essere i soli nell’esplorazione della città, dispiace un po’ pensare che tanta bellezza sia ancora di pochi.
Oltre alla via Aurea, con le sue indubbie ricchezze architettoniche e ai musei che la abitano con le altrettante ricchezze pittoriche, Genova ha un altro patrimonio, meno conosciuto forse, ma non meno prezioso, che va assolutamente scoperto e sfruttato come itinerario didattico per studenti e non solo. Se a volte andare a vedere un museo per qualche ragazzo può essere noioso, un pic-nic al Righi coi compagni di scuola, lo è senz’altro molto meno, ma non meno istruttivo.