I Semeraro via dal Lecce: «Tifosi ingrati»

Il Lecce è in vendita. La famiglia Semeraro, contestata dalla tifoseria dopo lo 0-0 di domenica contro l’Ascoli, ha deciso di disfarsi del club che ha guidato per 11 anni, con 3 promozioni e 7 stagioni di serie A. La decisione «irrevocabile» del «totale disimpegno dalla gestione societaria» è stata comunicata dal presidente Rico Semeraro, che ha annunciato le dimissioni sue, dei vicepresidenti Pierandrea Semeraro e Mario Moroni. L’intero consiglio di amministrazione è così decaduto. A breve sarà nominato un comitato provvisorio di gestione per occuparsi della società. La sezione tecnica è stata lasciata al direttore sportivo Carlo Regalia.
I rapporti tra società e tifoseria si erano sfilacciati già la scorsa stagione: la piazza si era schierata con il tecnico Zdenek Zeman, in rottura col club anche dopo la cessione di Bojinov. Tutto però è precipitato domenica. Decisivo secondo il presidente dimissionario «l’applauso con cui tutto lo stadio ha sottolineato i cori offensivi verso la società nel corso della gara con l’Ascoli. Ciò dimostra che l’ambiente non ci accetta anzi ci è ostile». La contestazione era proseguita al di fuori dello stadio con i danneggiamenti all’auto del vicepresidente Pierandrea Semeraro e la rottura del parabrezza alla macchina del giocatore Valdes.
La decisione ha provocato le reazioni dei politici locali. Il sindaco di Lecce, l’eurodeputata di An Adriana Poli Bortone, ha condannato le proteste «eccessive e ingiustificate» dei tifosi. Dello stesso avviso il vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo (Ds), che ritiene «sconcertante la mancanza di riconoscenza nei confronti dell’attuale gruppo dirigente». La Poli Bortone ha anche lanciato la proposta dell’azionariato popolare.