I senatori liguri ridanno da mangiare a Eluana Ma i parlamentari del Pd si spaccano: Pinotti sceglie la volontà della famiglia, Gustavino pronto a votare con il Pdl Mentre ieri mattina quasi mille persone hanno effettuato un presidio pro Napolitano davan

(...) Non c’è Claudio Gustavino. E qui iniziano i distinguo nel merito. Perché il senatore ex capogruppo del Pd in Regione non presenta la giustificazione. La sua è un’assenza deliberata. «Non credo che la piazza, per quanto in buona fede, sia il luogo adatto a parlare di simili scelte - spiega con fermezza Gustavino - Non condivido questa situazione paradossale che si è creata a livello istituzionale, ma qui non si possono innalzare le bandiere politiche». È la premessa per dire che da domani, lui medico e componente della commissione sanità del Senato, lavorerà al disegno di legge sul testamento biologico e comunque sul caso di Eluana Englaro senza vincoli di mandato, né imposizioni di parte. «Ragionerò nel merito del provvedimento, vorrò capire cosa contiene la norma - conferma - Spero solo che il governo non voglia porre la fiducia costringendo a posizioni politiche. Il testo potrebbe ottenere molti più voti di quelli che hanno la maggioranza e l’Udc messi assieme. Perché di certo mi pongo il problema della vita. Tra noi senatori del Pd è stato fatto un confronto aperto, vero, franco. Io credo che l’idratazione e l’alimentazione non possano essere considerate accanimento terapeutico».
Una posizione chiara. E anche diametralmente opposta a quella della collega senatrice Roberta Pinotti. Anche lei cattolica, nata nel mondo scout, ma pure decisa a rispettare la volontà della famiglia Englaro e le decisioni della magistratura. «Domani sarò in aula - premette subito - Il caso è già drammatico in sé. Ancor più lo è in quanto il gesto del consiglio dei ministro è stato violento nei confronti della vicenda personale e nei confronti dei rapporti istituzionali». Il perché è presto detto. I magistrati hanno deciso. «Siamo in uno stato di diritto, il padre di Eluana ha cercato un riconoscimento da questo stato di diritto e l’ha ottenuto - insiste Pinotti - Si può essere d’accordo o meno ma va rispettata la situazione. Non ho apprezzato il fatto che di fronte al delicato momento istituzionale la Chiesa sia scesa pesantemente in campo per parteggiare con il governo».
Se il Pd si scopre meno unito di quanto pensasse, il Pdl potrebbe trovare compattezza insperata anche nella sua anima più liberale. «Nel merito della vicenda, mi piacerebbe che si arrivasse a una legge che consenta a ogni uomo di poter disporre della sua vita in tutto, anche sull’interruzione di terapie e alimentazione - premette il senatore Enrico Musso - Ma se questo disegno di legge viene visto con la necessità che nelle more di una norma chiara sia necessario fermare le procedure su Eluana, sarei d’accordo». Senza mezzi termini è invece la posizione del senatore del Pdl Giorgio Bornacin. «Quello del governo è stato un atto doveroso a fronte di un intervento della magistratura che si è arrogata il diritto di svolgere un ruolo non suo - attacca già in previsione della sfida di domani - Anche un ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, ha dichiarato che quella di Napolitano è stata una chiara scelta di campo. Da parte mia sono pronto fin d’ora a stare in aula a oltranza, per approvare quanto prima questo disegno di legge. Ci sarà da modificare l’ordine dei lavori, ma io sarò in prima linea». Se la palla passa alle coscienze, il Parlamento sembra avvicinarsi alla linea pro vita.