I senatori si alzano lo stipendio: ci costeranno 50 milioni di euro

Crescono del 2,7% le spese del Senato: oltre 580 milioni all’anno in totale. Lievitano anche i vitalizi, le retribuzioni dei dipendenti e gli assegni dei collaboratori degli eletti

Roma - «È una polemica priva di senso. Un attacco indiscriminato al ministro Mastella, qualunquismo. Era una missione di Stato. Non vedo dov’è lo scandalo». Franco Marini dixit. D’altronde, il presidente del Senato appartiene alla corrente di pensiero che aborrisce la «critica generalizzata delle istituzioni».

E, soprattutto, insieme al suo collega di Montecitorio, Fausto Bertinotti, non ha fatto mancare il suo appoggio a quel timido tentativo di morigerare i costi della politica approvato dai due Uffici di presidenza lo scorso luglio. Il risultato principale che interesserà Palazzo Madama? Dal primo gennaio 2008 saranno aboliti i rimborsi di 3.100 euro all’anno spettanti a ogni senatore per i viaggi di studio all’estero. Una goccia che si perde nel mare degli oltre 582 milioni di euro di spese previste dal Senato quest’anno, il 2,77% in più del 2006. Il tasso di incremento meno elevato degli ultimi sei anni (ma rispetto al 2001 la crescita è stata del 38,3%, ndr) e pur sempre superiore a quello dell’inflazione o del pil.

Indennità. Tra le previsioni assestate del 2006 e le stime per l’anno in corso si registra un aumento del 4,34% delle indennità corrisposte ai senatori a 50,94 milioni. Come per i deputati anche in questo caso la maggiorazione dello stipendio è legato agli andamenti retributivi della magistratura. Il calo del 3,03% dei rimborsi vari è invece dovuto non a una stretta sulle spese ma alla diminuzione da 2,8 a 1,8 milioni dell’indennità sostitutiva che veniva corrisposta ai senatori privi di ufficio. La fame di spazio è stata in qualche modo placata. In crescita anche le spese per le retribuzioni del personale dipendente (+3,58% a 138 milioni) per via di adeguamenti inflazionistici e ricompense per la produttività (sic!).

Segretari particolari. È andata molto bene anche ai non dipendenti (+9,3% a 20,3 milioni): il personale delle segreterie particolari ha portato a casa 12,4 milioni, il 14,3% in più dell’anno precedente. Tali fondi, se non utilizzati, restano nelle disponibilità dei senatori titolari di cariche istituzionali.

Pensioni. Sono lievitati del 3,31% anche i vitalizi per gli ex senatori a 77,5 milioni di euro, ma solo perché con il cambio di legislatura sono aumentati i beneficiari. L’adeguamento è stato stoppato dal «blocco» imposto da Tremonti nel 2005. Per quanto riguarda gli altri trattamenti pensionistici, sono costati altri 77,5 milioni, un balzo del 10,2% dovuto a 35 nuovi collocamenti a riposo che costano 4 milioni.

Spese varie. Le spese di trasporto di senatori ed ex non sono dettagliatissime. Il loro ammontare è di 8,3 milioni, in leggero aumento rispetto al 2006. A Palazzo Madama onorevoli e dipendenti dedicano al palato circa 2,8 milioni (+3,3%) e l’acquisto di posate e stoviglie costa 50mila euro. Per i contratti di locazione degli immobili si spendono 4,6 milioni (+4,66%) e c’è uno stanziamento di 240mila euro per «esigenze urgenti» di nuovi spazi in affitto. Il balzo del 40% delle spese per studi e ricerche a 2,8 milioni è stato invece causato dall’adeguamento alle previsioni delle Finanziaria 2007 per il monitoraggio della finanza pubblica (600mila euro). Sull’incremento delle spese in conto capitale hanno inciso le manutenzioni straordinarie (+14% a 17 milioni), ma non va trascurato l’aumento del fondo per spese impreviste a 3,3 milioni (+292%).

I partiti. «Io non conosco democrazie che possano fare a meno dei partiti e dei Parlamenti», ha sottolineato Marini nella sua orazione pro-Mastella. E di sicuro il Senato con loro non è avaro. Ai 39,3 milioni (+2,2%) di trasferimenti ai gruppi si aggiungono 50,1 milioni (+1,5%) di rimborsi elettorali. E 90 milioni non sono certamente pochi.