I sentieri dell’Abbazia stanno franando

Il Fai batte cassa. E lo fa per rimettere in sesto alcuni dei suoi beni più preziosi e più bisognosi di attenzione. In tutto sono otto, «otto tesori in cerca di aiuto», per trecentomila euro totali e tra questi figura anche l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli. A dare segni di cedimento non è invero l’Abbazia, oggetto di recenti interventi di restauro, bensì i muretti a secco e i camminamenti posti a monte dell’edificio. E San Fruttuoso è in buona compagnia insieme a ville, castelli monasteri un po’ in tutte le parti d’Italia. Chi fosse intenzionato ad aderire a questa campagna di raccolta fondi può telefonare subito al numero 02467615260.
Aspettando di poter tornare a percorrere in sicurezza i sentieri del monte di Portofino, ci si può consolare, a partire dal 23 febbraio, visitando la mostra che sarà aperta a Palazzo Lomellino, sede del Fai della Liguria. Si tratta di quattro opere di vedutisti della scuola veneziana del ‘700 della Collezione di Alighiero de’ Micheli. «Veduta del Canal Grande verso occidente con la Basilica della Salute» del Canaletto, due vedute della città lagunare di Michele Marieschi, una veduta con villa e banchetto all’aperto di Francesco Zuccarelli. La mostra «Maestri del Settecento dalla Collezione de’ Micheli», promossa dal Fai Liguria in collaborazione con l’Associazione Palazzo Nicolosio Lomellino di Strada Nuova e organizzata grazie al contributo di Banca Aletti, è aperta fino al 1° aprile e, attraverso i quattro dipinti che rappresentano il nucleo della Collezione di Alighiero de’ Micheli, offre ai visitatori la possibilità di ammirare opere uniche all’interno della cornice di una splendida dimora storica.
Come ha sottolineato Lucia Borromeo, Curatrice Collezioni Fai, «c’è qualcosa di affascinante e quasi fuori dal tempo in questo nodo di gesti d’amore, attraverso i quali illuminate donazioni, dimore storiche, dipinti e oggetti d’arte intrecciano le loro strade per dischiudere ancora una volta la loro storia agli occhi di un pubblico sempre più vasto e, ne siamo certi, sempre più consapevole delle possibilità di una bellezza futura, fondata proprio sull’apprezzamento dell’arte e della generosità dell’animo umano».
Un bel prologo a quello che saranno le giornate Fai di primavera il 25 e 26 marzo, quando il patrimonio artistico e naturale della Liguria, come nel resto di Italia, sarà a completa disposizione del pubblico.