I sentimenti per il re

Ricordo che a Genova il 9 settembre 1943 molti furono coloro che, indossata nuovamente la camicia nera, si presentarono ai presidi tedeschi e rimisero in funzione i comandi della Milizia. Oggi si fa finta che non sia stato così ma ciò che ho visto era la testimonianza concreta a rimanere fedeli a Mussolini e a non tradire l’alleato tedesco con cui per anni avevano combattuto insieme sui vari fronti. Ricordo anche che a questo zoccolo duro andavano via via aggiungendosi altri che fascisti non lo erano mai stati ma sentivano la resa senza condizioni al nemico come una offesa gravissima all’onore nazionale. Va dato atto a uomini coraggiosi come l’alto Commissario per la Liguria Luigi Sangermano, al prefetto Carlo Emanuele Basile e a commissari prefettizi del Comune di Genova come Silvio Parodi e Antonio Canevaro, che spesso hanno pagato con la vita il servizio alla comunità genovese e allo Stato, se tanti disagi ai danni della popolazione terrorizzata dai bombardamenti anglo-americani vennero alleviati. Se il signor Forino in quei giorni fosse stato a Genova avrebbe constatato che la persona più disprezzata era proprio il Re.