I signori degli stage: «Così ci si fa le ossa»

Mentre si discute dell'apprendistato in azienda per gli studenti delle superiori, la formazione dei liceali nei luoghi di lavoro è già una realtà. E non soltanto perché gli stage durante il periodo scolastico sono stati introdotti dal decreto 142, voluto dal governo Prodi nel 1997 e firmato dall'allora ministro del Lavoro di centrosinistra, Tiziano Treu. Ma soprattutto perché la Faes, una rete di scuole non statali attiva in sei città italiane, ha deciso di portarsi avanti approfittando di questa opportunità a partire dall'estate prossima.
Un'iniziativa nata in collaborazione con lo Sportello stage di Actl, la cui presidente Marina Verderajme rivela: «Nel 2009 siamo riusciti a trovare lavoro al 59% degli studenti che abbiamo inserito in azienda per un periodo di stage, ben 4.484 su 7.600 in tutta Italia. In dieci anni di attività, nel corso della quale abbiamo organizzato 42mila tirocini in 6.800 aziende, siamo sempre scesi con l'età dei nostri stagisti. Siamo partiti infatti con i neolaureati, ci siamo poi occupati dei laureati e quindi dei neodiplomati. L'iniziativa ha avuto successo e dunque da quest'estate incominceremo con gli studenti del triennio delle superiori».
La durata dello stage sarà di tre mesi e coinvolgerà le scuole Faes di Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo e Verona, sia per quanto riguarda i licei sia gli istituti tecnici. Verderajme non ha dubbi sul successo dell'iniziativa: «Sono sicura che qualsiasi perplessità che possono avere i dirigenti scolastici e gli imprenditori sarà fugata. Lo stage consente a due mondi così diversi come quello dell'educazione e del lavoro di incontrarsi». E se il progetto nasce da un'istituzione scolastica, anche chi rappresenta gli imprenditori la pensa allo stesso modo. Per Laura Mengoni, responsabile dell'area Formazione di Assolombarda, l'associazione regionale di Confindustria, «da una nostra indagine emerge che scuole, università e imprese hanno voglia di ricominciare a parlarsi. La scarsa capacità dei ragazzi di applicare sul lavoro le conoscenze apprese in classe è uno dei problemi principali che dobbiamo risolvere. Lo stage è dunque assolutamente importante e anche chi frequenta ancora il liceo può mettere in pratica le sue competenze all'interno di un'azienda». Due le multinazionali scelte per inaugurare gli stage dei liceali, Accenture e Hewlett Packard, cui entro giugno si aggiungerà una rosa di altre imprese. Per Giovanni Casi, che si occupa della selezione del personale per il primo dei due colossi hi-tech, «il principale motivo per cui molti ragazzi non superano i colloqui di lavoro è che oltre alle competenze fornite loro dalla scuola sono indispensabili anche il saper fare, cioè le capacità pratiche, e il saper essere, per esempio essere in grado di stare in una squadra».