I sindacati: «Le amministrazioni ci chiedono di fare cassa»

«Ma il sindaco ha detto di essere più tolleranti!». È stata questa la reazione di un automobilista che, qualche giorno fa, si è visto appioppare una multa in quel di Alassio da un diligente vigile. Che, incurante dell'appello lanciato dal sindaco Marco Melgrati, con il quale si invitava la polizia municipale ad occuparsi di questioni più importanti rispetto a un parcheggio non proprio regolare, ha portato a termine il suo dovere senza battere ciglio.
«Non voglio certo istigare la gente a non osservare le leggi - precisa Melgrati -. Ma insomma, c'è infrazione e infrazione. Col mio appello ho voluto soltanto sottolineare che i vigili dovrebbero impegnarsi di più nella lotta contro l'abusismo o l'accattonaggio, compiti che rientrano nelle loro competenze, piuttosto che perdere tempo a controllare fanalini rotti o assicurazioni scadute. E, a giudicare dai risultati di questi ultimi giorni, le mie parole non sono andate inascoltate: sono infatti aumentati i controlli per combattere il commercio abusivo».
Ma più che altro sembrano essere gli automobilisti ad aver recepito meglio degli altri il messaggio del sindaco. «Chi si sente ora legittimato a violare il Codice della Strada sbaglia - conclude -. Ma sbaglia anche chi blocca per ore l'Aurelia solo per controllare bolli e assicurazioni».
Fatto sta che ora i vigili avranno vita dura nello svolgimento del loro lavoro. E allora ecco scendere in campo il Sulpm, il sindacato di categoria, in difesa dei propri lavoratori: «Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco sono davvero deludenti - dice Luca Papini, segretario regionale del Sulpm -. Non bisogna sottovalutare l'utilità sociale dei controlli sulla viabilità. Ancor più grave è l'invito a chiudere un occhio di fronte a certe infrazioni. Ma come? Le amministrazioni comunali e provinciali liguri chiedono l'esatto contrario per rimpinguare le proprie casse e far quadrare i bilanci, strumentalizzando i poveri operatori di polizia! Ah, ci scusi, lei è in controtendenza. Non ci crediamo: la sua è solo un’astuta trovata pubblicitaria».