I sindacati ci ripensano: «Questa manovra mette a rischio i redditi»

Roma. Sindacati soddisfatti della manovra? Quasi. Il documento unitario di Cgil, Cisl e Uil è arrivato con un po’ di ritardo. E a far litigare i tre confederali, che hanno appena incassato una Finanziaria molto generosa con le loro richieste, sono stati i dubbi della Uil sull’inasprimento delle imposte, che si sono puntualmente riflessi nel documento: «La valutazione è positiva, ma ci sono criticità da risolvere». Molto più diretto Antonino Regazzi, segretario dei metalmeccanici della Uil. «Siamo tornati ad aumentare la pressione fiscale, proprio mentre tutti spiegavano che bisognava abbassarla. E poi sono a rischio i redditi medio bassi e non sappiamo cosa ci aspetti dagli enti locali. Io dico che questa Finanziaria è assolutamente negativa». Al leader delle tute blu della Uil non va giù nemmeno la riforma del Tfr: «È un atto coatto. Noi dicemmo no anche alla proposta Maroni, ma era meglio di questa». Sul Fisco, la Uilm si ritrova inaspettatamente alleata di un nemico storico: la sinistra della Fiom-Cgil, il cui esponente di punta Giorgio Cremaschi ieri se l’è presa con gli aumenti delle imposte e dei contributi: «Non è vero che guadagnerà il 90% degli italiani».